Il dolore
La rottura nel Comitato: «Ora è solo propaganda»
Uno dei fondatori Alessandro Tinti attacca i sostenitori attuali e difende il sindaco Secondo lui i risultati ottenuti con la riorganizzazione ospedaliera sono eccellenti
CECINA. Risultati «inaspettati ed eccellenti», frutto di «un lavoro dietro le quinte» con l’obiettivo di garantire «la miglior sanità, che è un bene di tutti, senza alcun colore». Dopo la riorganizzazione ospedaliera annunciata dall’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi e la discussione che ne è seguita, arriva l’intervento di Alessandro Tinti, fondatore del Comitato in Difesa dell’Ospedale di Cecina. E le sue parole stridono con molti simpatizzanti attuali. «I risultati ottenuti sono ottimi, se pensiamo alle richieste fatte dal comitato di allora - dice - Noi volevamo una sala emodinamica a Cecina, ma se non è possibile bene che ne venga fatta una almeno a Piombino, per far ombra su quella di Livorno. Oggi la richiedono tutti, ma nessuno sapeva cosa fosse finché non ne abbiamo iniziato a parlare noi». Inoltre, c’è da tener conto dei servizi «importanti», dice Tinti, che riceverà Cecina da Piombino in questa riorganizzazione annunciata: lo sviluppo sull’area materno infantile, l’inserimento di due pediatri per garantirne il servizio di guardia medica, gli ambulatori di otorino e urologia che tornano giornalieri, il ripristino dell’elettrofisiologia, la possibilità di una quarta sala chirurgica. «Sono risultati eccellenti quelli ottenuti dal sindaco Samuele Lippi - dice il fondatore - In quel documento che io e don Reno facemmo firmare a tutti i sindaci e di cui discutemmo in Regione voleva proprio portare quanto più possibile a Cecina. E ci siamo riusciti».
Alcuni sostenitori attuali del Comitato però non sembrano sulla stessa linea ed è proprio nei loro confronti che interviene Tinti. «Usano il Comitato e don Reno solo per i loro scopi politici, ormai è solo strumentalizzazione - attacca il fondatore - C’è gente che ha chiare mire politiche, ma noi quando abbiamo fondato il Comitato non avevamo colore: eravamo trasversali, con l’unico obiettivo di salvaguardare l’ospedale di Cecina. E se l’ospedale c’è ancora, un po’ è anche merito nostro. Invece, questo Comitato fa solo danno al Comitato di allora, usato per scopi personali senza stare a guardare l’interesse comune. Perché la sanità è un bene di tutti - conclude Tinti - e non deve avere colori politici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
