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La domanda nasce da una constatazione: è ormai da tempo che tale dispositivo legale è uno strumento nelle mani dei responsabili come una pallina da gioco e con regole inventate secondo il momento e...
La domanda nasce da una constatazione: è ormai da tempo che tale dispositivo legale è uno strumento nelle mani dei responsabili come una pallina da gioco e con regole inventate secondo il momento e il tornaconto economico. Uno strumento perciò al servizio delle necessità pesate con la bilancia, fatto a loro uso e consumo, purtroppo con conseguenze letali per chi vi incappa al momento del bisogno assoluto. Qui nasce subito una domanda: i responsabili ministeriali quanto e come controllano i loro sudditi regionali cui hanno affidato l’applicazione delle regole?
L’apparenza dice: “tutti se ne impippano”, purché a fine mese non manchi il lauto stipendio messo insieme con i sudori degli italiani la cui salute (dichiarano) è il loro «primo, grande e grave pensiero». Pongo pertanto alcune domande. La legge Balduzzi stabilisce che i posti letto devono rispondere alla quota 3, 7 per mille abitanti: il nostro ospedale quindi ne ha diritto per 303, 49 perché la Bassa Val di Cecina conta 82.023 abitanti. Ne mancano soltanto 123.
Perché i grandi nocchieri della sanità regionale si sono permessi di rubarli agli ammalati in necessità? Poi, Piombino non può essere depotenziato e per i “grandi” pone il grave problema del punto nascita. Per Cecina invece se uno muore per infarto, in pace sia! “Non si può esser tutti dappertutto”. Del resto il soccorso cardiaco per i direttori imperiali di Firenze e Pisa, a “luce rossa policroma”, pone gravi problemi che per il dispositivo “balduzziano” non sono risolvibili: se qualcuno muore si risolve tutto. Signori dirigenti, provate un po’ a pensare: se il grave inconveniente toccasse ad un vostro familiare cosa direste ai vostri possibili nemici di famiglia?
E ancora: signori responsabili della salute, per contratto e in coscienza siete in dovere di curare le necessità di chiunque si trovi sul territorio nazionale. Vi ricordo che il turismo locale, particolarmente quello estivo, supera tutta Firenze due volte e quindi le necessità di pronto intervento aumentano in maniera esponenziale insieme alla responsabilità che grava sulla vostra coscienza e di cui dovete rendere conto a quanti vi sostengono economicamente oltre ai politici che talvolta ve l’hanno preparata. Un’ultima indicazione: provate a pensarvi nella nostra zona durante il massimo afflusso turistico quando il pronto soccorso è preso d’assalto fino a cinque-sei ore d’attesa e distesi sulla lettiga dell’ambulanza che grida a squarcia gola, fate posto, «ho un malato a bordo per un grave attacco cardiaco e si tratta di vita o di morte»; però il Pronto Soccorso è preso d’assalto fin dal primo pomeriggio. Signora Saccardi, signora De Lauretis e tutti responsabili locali e regionali, come la giudichereste la legge Balduzzi: buona scelta o roba da cestino?
Ultimissima riflessione: guardandovi allo specchio vi siete gloriati ad impedirci l’ingresso alla Casa Maffi per ascoltare le vostre elucubrazioni alla salsa di partito politico? Noi rimaniamo cittadini a pieno titolo e ci gloriamo del vostro schiaffo politico ma sporco di maleducazione.
don Reno Pisaneschi
(Comitato Pro Ospedale)
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