Sicurezza
Clienti sui moli e a terra: il sogno del sistema-porti
Da Rosignano a San Vincenzo, la collaborazione tra le strutture costiere funziona A Cala de’ Medici presenze in aumento: l’obiettivo è divenire punto di riferimento
ROSIGNANO. La burrasca sembra ormai alle spalle. Ora non resta che rimettere in sesto la barca e spiegare le vele verso nuovi orizzonti, tra tecnologia e collaborazione, in modo da chiamare a bordo più gente possibile. La metafora viene quasi scontata in questo caso, ma è veramente l’aria che si respira nei porti turistici che scandiscono la nostra costa. Le marine infatti, dopo gli anni di crisi che hanno investito il settore, respirano una lieve brezza di ripresa forti degli investimenti fatti sulle strutture e delle sinergie che mettono a sistema sia i porti, dall’isola d’Elba fino a Cala de’ Medici, sia i territori che li circondano, attraverso iniziative e sponsorizzazioni. Sistema che crea un bel giro di turisti. «Le persone hanno compreso che il porto è una grande opportunità per una città come Rosignano - spiega il direttore di Cala de’ Medici Matteo Italo Ratti - che sta passando dall’era industriale a quella del turismo e dell’accoglienza».
Le presenze. La prima buona notizia per i porti è il ritorno delle barche nei propri moli. Dal 2008, punto d’inizio della crisi economica generale, le presenze sono scese vorticosamente e la tendenza non è migliorata per anni. Ogni marina, di fronte a questo scenario, si è mossa per conto proprio: c’è chi ha puntato su strutture a mo’ di “parcheggi” per le imbarcazioni e chi invece ha deciso di investire allargando l’orizzonte. Le prime non hanno avuto grandi risultati, le seconde sì. Tra queste Cala de’ Medici, che ha continuano a investire su tecnologia e servizi migliori, sia per i diportisti sia per chiunque approdi al porto. «Così abbiamo visto un graduale aumento delle presenze», spiega Ratti. Lo dicono anche i numeri: nel 2017 le barche ormeggiate sono state 1.885 e tra quelle in transito troviamo per la maggior parte italiani (78 per cento), europei (19) e altri (3). Tendenza che riguarda, seppur con numeri diversi, anche la Marina di San Vincenzo e quella - nonostante tutti i suoi guai - di Cecina.
Sistema-porti. E ora che il vento sembra girato, dove puntare le vele? Sulla collaborazione. Un ottimo modo per far conoscere i propri moli è quello di ospitare gente, magari attraverso regate e altri appuntamenti sportivi. Ricetta questa usata su tutto il nostro litorale. «Ormai da tempo viene ad esempio condiviso un calendario delle attività sportive al fine di sovrapporre gli eventi nelle solite date e sono molte anche le manifestazioni che prevedono la presenza operativa di più marine nella organizzazione di eventi congiunti», dice appunto Emanuele Bravin Cocchi, vice presidente del Yacht Club Marina di San Vincenzo. E le iniziative già in programma non mancano: nella sola Rosignano sono occupati quindici giorni prima di luglio. Iniziative che non riguardano le singole strutture, ma che collegano l’Elba con Rosignano, Salivoli con Cecina. «I rapporti con i porti circostanti sono costanti e rivolti a cercare di creare una politica commerciale condivisa che porti la Toscana al centro della navigazioni - continua Ratti, che è anche membro del comitato di presidenza dell’associazione Nautica Italiana con la delega specifica ai porti - Una delle mission dell’associazione, ma soprattutto del distretto, è proprio quella di creare un polo di aggregazione per gli attori del comparto della nautica e, quindi, anche per le infrastrutture portuali».
La ricaduta sui territori. Tanto movimento per mare prima o poi si ferma a terra. Ed è qui che le marine giocano il loro ruolo in chiave turistica extra-nautica. «Organizziamo regate, corsi di formazione aperti a tutti, corsi di vela d’altura accessibili a chiunque, manifestazioni che hanno una parte a mare ed una a terra come “La Rotta del Vino e dell’Olio”, che unisce il mare all’entroterra attraversa il Porto, dando risalto ai prodotti di qualità che il territorio», spiega Ratti. E San Vincenzo non fa differenza. «Sono numerose anche le attività che si incrociano con le aziende del territorio, prevalentemente agroalimentari e vinicole», fa eco Cocchi. Iniziative a cui si legano mercatini, eventi e tutte le serate messe in piedi nelle rispettive gallerie commerciali.
Insomma, quella sinergia e quella collaborazione tra i vari Comuni che a terra fa fatica a decollare, per mare funziona anche come antidoto alla crisi.
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