Il Tirreno

costa

La spiaggia come un cantiere

La spiaggia come un cantiere

San Vincenzo, ruspe e trattori lungo la battigia: alghe, sassi e i danni delle mareggiate

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO . Ruspe di tutti i tipi. Trattori in marcia lungo la battigia. Scavi e sabbia ammucchiata. Cumuli di alghe. Distese di sassi. Una gioia per gli occhi dei bambini che in questi giorni si affacciano sulle spiagge di San Vincenzo. Un pugno in un occhio per chi assiste con altro metro di giudizio. Un contesto stravolto. Da uno spiegamento di mezzi che dà la misura del ritardo. In corsa contro il tempo a mettere toppe per nascondere e rimediare quasi la spiaggia fosse un tappeto. C’è la mano del maltempo. Ma non basta a spiegare tutto quanto sta accadendo. E che ad ogni avvio di stagione si ripete.

C’è da sistemare la foce del fosso Renaione dove le piogge e le recenti mareggiate hanno lasciato nuove ferite. Ma anche da rimediare alle pietre sanvincenzine che colmano gli arenili del centro, e che a ogni mareggiata riaffiorano ovunque, sono perlopiù minerali gettati in mare durante la costruzione del nuovo porto turistico e i successivi lavori anti erosione. E rappresentano una spessa fissa per il Comune, costretto di anno in anno a intervenire per la rimozione dalla spiaggia.

Ci sono poi le ferite aperte dalle ultime mareggiate. Muri crollati. Accessi pedonali inaccessibili e pericolanti. L’emblema è lo stabilimento Serendipity reso inagibile dopo l’ultima mareggiata che ha fatto crollare alcuni piloni della palafitta. Qui il cantiere per rimediare al disastro si è chiuso in questi giorni. Ma resta il problema, in attesa dei lavori di protezione della costa, delle fondazioni esposte all’azione del mare. La soluzione per tamponare è che vengano protette con un riporto di sabbia.

Intervento d’urgenza anche per ricoprire le tubazioni del sistema dei collettori fognari interrate sulla spiaggia a sud del Delfino. Ma la questione a tenere banco è il trasferimento e l’interramento delle alghe per tamponare la situazione alle porte con la Pasqua, dato che il mare ha continuato a depositarle a riva e non ha voluto saperne di riportale in acqua. Alla Conchiglia, nel tratto di spiaggia libera, si scavano le trincee per interrare la posidonia che si è spiaggiata lungo la riva a nord del porto turistico, all’altezza dello stabilimento balneare Il Bucaniere.

La promessa è di fermare i lavori per il ponte della Pasqua per ripartire alla fine di aprile con i ripascimenti nel litorale tra via Costa e piazza Gramsci e a nord tra il porto turistico e via Pianosa. Ma quelle delle alghe resta una questione aperta. Da San Vincenzo si bussa a Castagneto per chiedere il permesso a sconfinare e scavare altre trincee dove interrarle. (m.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa