Lutto
Anziani truffati da finti militari arrestato il capo della banda
CECINA. Non solo truffava gli anziani, fingendosi carabiniere per sottrarre loro soldi e gioielli, ma in questa attività aveva anche due complici.I carabinieri di Livorno hanno notificato a Salvatore...
CECINA. Non solo truffava gli anziani, fingendosi carabiniere per sottrarre loro soldi e gioielli, ma in questa attività aveva anche due complici.
I carabinieri di Livorno hanno notificato a Salvatore Poli, pregiudicato 50enne di origine napoletana che lo scorso ottobre ha colpito anche a Cecina, un’ordinanza di custodia cautelare per associazione per delinquere e truffa aggravata continuata in concorso. L’uomo è stato riconosciuto l’autore materiale di ben 5 truffe commesse nel centro-nord Italia e ritenuto a capo di una vera e propria organizzazione criminale.
L’uomo fu arrestato in flagranza di reato lo scorso 21 febbraio a Villafranca di Verona, subito dopo aver commesso una truffa ai danni di una pensionata di 85 anni di Villafranca, fingendosi carabiniere che avvertiva di un incidente avvenuto al figlio dell’anziana. Questo copione si è ripetuto anche il 13 ottobre 2017 a Cecina.
L’uomo, sempre con il medesimo modus operandi riusciva a farsi consegnare 4500 euro in contanti e monili in oro per un valore di circa 30mila euro. Stessa messa in scena anche il 20 ottobre 2017 a Querceta in provincia di Lucca, l’8 febbraio scorso a Villa Carcina (BSs), il giorno dopo a Brescia ed il 20 febbraio scorso a Mantova. Proprio a quest’ultima truffa si riferiscono i numerosi monili in oro rinvenuti e sequestrati al Poli a San Martino in Rio nel corso della perquisizione del 21 febbraio scorso.
Le indagini del Nucleo investigativo di Livorno hanno accertato che il Poli non ha mai agito da solo. Gli investigatori ipotizzano che a telefonare alle vittime non era lui ma due sue complici che, nel corso delle telefonate con gli anziani recitavano, ruoli diversificati (l’avvocato, il maresciallo dei carabinieri, il collega dell’uno o dell’altro). Poli è detenuto nel carcere di Verona a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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