La manifestazione
Troppa carne e poca frutta, bocciati i menù scolastici
Cecina, diversi genitori chiedono modifiche ai pasti destinati a elementari e materne I ritocchi fatti dall’ufficio non bastano alle famiglie e la discussione è in stallo
CECINA. Né gelato né yogurt, ma frutta. Ci sono poi troppe proteine, che possiamo tradurre come troppa carne. Sono i nodi cruciali di un confronto portato avanti in seno alla commissione mensa del Comune di Cecina, in cui i protagonisti sono i tecnici dell’ufficio gestione mense scolastiche e oltre dieci famiglie che contestano i piatti portata a tavola nelle scuole materne ed elementari. Alla base ci sono «alcune criticità e proporre delle soluzioni a vantaggio della salute dei nostri bambini», come scritto da questi genitori ai componenti della commissione. Il confronto in questo senso è già avviato da settimane, ma ancora, nonostante alcune modifiche apportate ai menù estivi, non è ancora stato trovato un punto d’incontro. E ad oggi la situazione è in una fase di stallo.
Le criticità a cui fanno riferimenti le famiglie sono state messe nero su bianco e inviate sia alla commissione sia all’ufficio gestione mensa, all’attenzione dei dietisti. «Il menu sia estivo che invernale prevede in quasi tutte e quattro le settimane la presenza di carne (tre giorni su cinque), insaccati (un giorno su cinque) e pesce (un giorno su cinque), solo in alcune settimane vengono proposti i legumi e sempre abbinati nel pasto a proteine animali», come scritto sulle comunicazioni inviate in Comune dai genitori. Tra questi c’è anche Antonella Vitacca, membro del Comitato Salute Pubblica e soprattutto madre di un alunno delle elementari Guerrazzi, istituto da dove è sorto il caso insieme alle scuole dell’infanzia Pablo Neruda. «Anche le disposizioni del ministero della Salute vanno nella direzione che abbiamo indicato per la ristorazione scolastica: prevedono infatti delle precise indicazioni sulla frequenza con cui ogni alimento deve essere proposto». Ecco allora che le famiglie stesse hanno avanzato le loro proposte: pane, cerali (pasta), frutta e verdure tutti i giorni, pesca e carne massimo due volte alla settimana, pizza e formaggi una sola volta a settimana, salumi due volte al mese.
Proposte che i dietisti scolastici e gli uffici mensa hanno vagliato apportando poi alcune modifiche ai menù, fermo restando che ci sono delle esigenze imposte dall’appalto con cui è stato affidato il servizio mensa negli istituti: la Serenissima Ristorazione spa. Ma le modifiche non hanno raccolto a pieno le richieste avanzate dai genitori, dato che non sono previsti degli aspetti per loro ritenuti fondamentali. Ad esempio, in alcuni giorni fissati nel nuovo menù continuano a mancare frutta e verdura, facendo spazio invece a budini o yogurt. «Vanno sostituiti con la frutta», hanno replicato le famiglie non troppi giorni fa, sottolineando poi che continua ad essere previsto – in determinati giorni – un eccessivo consumo di proteine. Inoltre, il venerdì della quarta settimana mensile è prevista la somministrazione di pizza e pesce. «la pizza è considerato un piatto unico da abbinare a verdure o crocchette vegetariane», dicono i genitori.
Poi stop. Dopo quest’ultima risposta la discussione si è arenata in attesa di aggiornamenti che ancora non arrivano. Le famiglie però intendo andare avanti finché le loro richieste non verranno ascoltate in tutto e per tutto. Non soltanto dai dietisti scolastici e dagli uffici interessati, ma anche dai membri della commissione mensa, a cui continuano ad appellarsi dopo i primi contatti.
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