Il Tirreno

Porto, lavori non realizzati «A rischio la sicurezza di Marina»

di Maria Meini

Il Comitato territorio e sviluppo chiede un incontro urgente in commissione consiliare  Cioni: «Cinque anni di ritardo: le opere sugli argini e il controllo della foce sono previsti nella Via»

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CECINA . Quando verranno effettuati i lavori per la messa in sicurezza degli argini del fiume Cecina? Il Comitato territorio e sviluppo della Bassa Val di Cecina torna a insistere sulla questione sicurezza e sugli adempimenti della Porto Spa. Lo fa con una lettera inviata al presidente del consiglio comunale di Cecina Luigi Valori e ai presidenti della seconda commissione consiliare (Assetto e gestione del territorio, e trasporti) e della sesta commissione consiliare (Garanzia e controllo), e per conoscenza al sindaco di Cecina Samuele Lippi e ai capigruppo consiliari.

«Chiediamo conto, e vogliamo una risposta chiara e definitiva, dei lavori non fatti al porto di Marina, nonostante siano prescritti dalla Via, la Valutazione di impatto ambientale», spiega Renzo Cioni per il Comitato, che ieri mattina ha convocato una conferenza stampa sull’argomento. Presenti anche Giovanni Riccucci, Giuseppe Gallelli, Alessandro Lucibello Piani e Renzo Belcari. Aggiunge Cioni: «C’è necessità, ed è un dovere della società Porto Spa, di realizzare le opere a difesa dell’abitato di Cecina Mare, vale a dire l’argine destro dalla ferrovia al ponte di via Volterra e l’argine sinistro dal ponte alla caserma». Ironizza Cioni: «Abbiamo cominciato il confronto con assessori che raccontavano le bugie, poi abbiamo visto che le mettevano anche nel curriculum... Nel 2012 sono iniziati i lavori al porto turistico alla foce del fiume, autorizzati dopo un inter complesso che prevede una serie di opere fondamentali per la messa in sicurezza del porto stesso e dell’abitato di Marina. Perché non sono stati realizzati? Noi un’idea ce l’abbiamo: è lo stesso motivo per cui non ci sono più le fideiussioni. La compagnia romena non è abilitata. Le altre due compagnie che ha individuato la Porto Spa non stanno molto meglio: una non è più abilitata, l’altra ha una pendenza con il Tar del Lazio. I problemi - sottolinea Cioni - hanno una doppia natura: da un lato, già nel corso dell’autorizzazione del progetto, sono state rilevate problematiche ambientali di grande rilievo, col processo erosivo sul litorale causato dalle opere a mare e l’ingresso del cuneo salino. Dall’altro, gli acquirenti dei posti barca nel porto dovrebbero essere preoccupati perché la struttura non è agibile. Per questo chiediamo agli organismi consiliari di intervenire e chiarire la questione una volta per tutte». Con la sua lettera il Comitato chiede che sia indetta una riunione delle due commissioni alla presenza del rappresentante legale della Porto Spa, del Comitato e del tecnico che ha firmato la convenzione per il Comune.

«Sono cinque anni che aspettiamo una risposta e un’azione concreta che metta al sicuro l’abitato di Marina - dice Cioni -. Sappiamo che da due anni è stato interrotto il monitoraggio della linea di costa e ogni volta che c’è un forte temporale scatta l’allarme rosso perché c’è il rischio di un’esondazione. Chiediamo quindi un incontro urgente. Se la nostra richiesta non verrà considerata, presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica, al Prefetto e alla Corte dei Conti».

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