Italia
Dalla vicenda dell’ex Faro alla gestione dell’urbanistica
SAN VINCENZO. «Regole chiare, semplici, valide per chiunque. Un principio banale che troppe volte dobbiamo richiamare all’amministrazione comunale». È quanto sostengono i consiglieri di Assemblea...
SAN VINCENZO. «Regole chiare, semplici, valide per chiunque. Un principio banale che troppe volte dobbiamo richiamare all’amministrazione comunale». È quanto sostengono i consiglieri di Assemblea sanvincenzina Paolo Riccucci, Francesco Battini e Fabiana Boccini. Una sottolineatura che rinnovano anche alla luce dei recenti sviluppi sul cantiere dell’ex Faro. Due permessi a costruire falsi. Da cui ne sarebbe conseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale. È su queste ipotesi che poggia l’indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno sul cantiere dell’ex pizzeria Il Faro in cui la proprietà punta a edificare tre unità abitative su tre piani. L’area è sotto sequestro dallo scorso dicembre, su disposizione del giudice delle indagini preliminari (Gip). Il provvedimento è parte dell’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Massimo Mannucci, che vede indagati in concorso il dirigente dell’Urbanistica del Comune Salvatore De Priamo, il geometra comunale Salvatore Dell’Aiera, il progettista e direttore ai lavori Marco Sparapani e in qualità di proprietari e committenti dei lavori Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini.
«L’inchiesta giudiziaria sull’ex Faro ha i suoi tempi e farà il suo corso, abbiamo fiducia nell’azione della magistratura e non ci interessa sostituirla nell’emettere sentenze di colpevolezza – affermano i consiglieri della lista d’opposizione –. Naturalmente l’assessore all’Urbanistica Massimiliano Roventini dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni. Ma non ci facciamo illusioni. In un paese normale avrebbe dovuto rassegnarle già per il caso Park Albatros. In un paese normale lo stabilimento balneare in via del Tirreno, non avendo più alcun titolo abilitativo per stare in piedi, non ci sarebbe più, come sarebbe stato demolito tempo addietro il cosiddetto ecomostro dei Lecci». E proseguono: «La politica urbanistica a San Vincenzo non è normale, da molti anni, e sarà il caso si cominci a chiedere il perché ai protagonisti. Sarebbe ben strano che i numerosi casi di anomalie con i già permissivi strumenti urbanistici, fossero determinati dall’ultimo funzionario impazzito».
Nel caso dell’ex Faro «quello che conta è capire cosa abbia spinto l’assessore e il sindaco Alessandro Bandini, veri e primi responsabili in una vicenda approdata più volte in consiglio comunale e al Tar, a ignorare le denunce delle opposizioni e di singoli cittadini sul palese contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti». E ancora: «C’è da capire perché abbiano accettato che si negasse l’autorizzazione a modificare lo skyline alla vecchia proprietà e la si ammettesse per la nuova. È fondamentale capire perché si sia elaborata la fantasiosa teoria dei buchi nella normativa del Piano regolatore pur di permettere a un privato di realizzare una palazzina di tre piani a picco sulla spiaggia. Occorre capire cosa abbia spinto sindaco, assessore e l’intera giunta a ricorrere contro le sentenze del Tar pur di ammettere un intervento del quale sfugge ogni collegamento con l’interesse pubblico». E concludono: «C’è da capire come mai sia stato inviato un controllo che ha rilevato un abuso edilizio per un bagno nello stabile dei ricorrenti contro la realizzazione dell’ex Faro, proprio al momento “giusto” su seimila case che esistono nel territorio comunale».
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