Il Tirreno

Sicurezza e disagi a scuola «Un tavolo per le allerte»

di Alfredo Faetti
Sicurezza e disagi a scuola «Un tavolo per le allerte»

Il sindaco Lippi rilancia la proposta di un organo per affrontare le emergenze Continua la discussione sulla chiusura degli istituti, ma le lezioni sono garantite

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CECINA. Lo spunto l’ha offerto una lettera inviata per ringraziarlo della telefonata preregistrata della Protezione civile durante l’ultima piena del fiume. E lui, il sindaco, non se l’è lasciata scappare così da rilanciare una sua proposta. «Si potrebbe pensare di prendere le decisioni coinvolgendo tutti i soggetti in una sorta di comitato, un organismo sovracomunale», scrive Samuele Lippi sul suo profilo social. Proposta già inviata in Regione, ma che torna in voga adesso dopo le polemiche seguite alle chiusure delle scuole da parte di diverse famiglie. Un tema delicato anche questo, perché in zone non lontane (Livorno ad esempio) le allerte meteo e le altre chiusure hanno fatto superare la soglia scendendo sotto i 200 giorni minimi di lezione previsti dalla legge, costringendo insegnanti e studenti a tornare in classe anche nei giorni dei ponti festivi.

Cecina però non corre questo rischio. Sull’argomento era intervenuto anche il dirigente scolastico del secondo circolo, Carmine Villani, assicurando che le ore di lezione previste dalla legge sono garantite. Rassicurazioni che oggi vengono confermate anche per gli altri circoli. «Capisco i genitori, lo sono anch’io, capisco il disagio, ma sulla sicurezza non si può essere approssimativi», dice Lippi, lamentando una «carenza di supporto», quando si tratta di decidere sulle emergenze, come le allerte meteo. Una carenza legata non alla disponibilità dei soggetti coinvolti, che anzi sono - dici Lippi - sempre disponibili, quanto per com’è ad oggi l’inquadramento normativo in materia di Protezione civile. «Va rivisto - dice Lippi - perché così tutte le decisioni e le responsabilità fanno capo solo ai sindaci». Da qui, l’idea dell’organismo sovracomunale.

In realtà il sindaco aveva già lanciato questa proposta mesi fa, quando Cecina decise di chiudere le scuole e Rosignano no, messa nero su bianco e inviata sia in Regione che al Consiglio dei Ministri. Se Roma ad oggi manca ancora l’interlocutore, Firenze ha dato segni di vita in questo senso, con il capo di gabinetto che ha avviato una discussione a riguardo. L’idea sarebbe anche semplice: convocare un tavolo in occasioni di allerte e emergenze varie attorno cui fa sedere soggetti come i vigili del fuoco, il genio civile (che si occupa delle pratiche del rischio idrogeologico), il Consorzio di bonifica (competente delle pulizie dei corsi d’acqua) e altri enti simili. Gli stessi con cui i sindaci prendono contatto quando suona l’allarme del maltempo, pronti sì a dare consigli e suggerimenti in base alle proprie competenze, lasciando però da soli i primi cittadini nelle loro decisioni. Questo prevede l’inquadramento normativo ad oggi e resta difficile non seguire il consiglio dei tecnici quando questi dicono che è meglio chiudere le scuole. «Il sistema di allerta meteo va rivisto, che lascia noi sindaci, unici responsabili, a prendere decisioni sulla base di previsioni e possibili scenari, standard e generici», scrive ancora Lippi sul social, rilanciando l’idea di «una sorta di comitato così come succede quando si tratta di ordine e sicurezza». La discussione è aperta, a più livelli: in attesa che si formi il governo e che Firenze (competente sulla Protezione civile) vagli nuove prospettive, a Cecina l’invito è già stato lanciato a tutti i possibili interessati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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