Il dolore
Scapigliato si converte ai rifiuti speciali
Le integrazioni di Rea Impianti al preavviso di diniego della Regione. Giari: «Volumi ridotti del 30% e fronte abbassato»
ROSIGNANO. Drastica diminuzione, fino praticamente all’azzeramento, dei conferimenti di Rsu (Rifiuti solidi urbani) e aumento dei rifiuti speciali non pericolosi. «Oltre il 20% dei quali – spiega Alessandro Giari, amministratore unico di Rea Impianti - saranno scarti del trattamento dei rifiuti da raccolta differenziata, quindi anch’essi urbani. Del totale restante, il 30-40% sarà composto comunque da scarti di attività civili, come ad esempio gli imballaggi dei supermercati. Il resto saranno rifiuti industriali o comunque legati alle attività produttive». Di fatto, nella nota che Rea ha presentato alla Regione, si legge che «la discarica sarà, nella fase attuale, formalmente configurata come discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Fino al 2010, periodo di pianificazione dell’Ato costa, continueranno ad essere accettati in discarica i rifiuti urbani fornendo riscontro alle esigenze territoriali già pianificate».
Questo, in sintesi estrema, il nuovo corso del progetto “La fabbrica del futuro”, ossia la riqualificazione di Scapigliato. Rea Impianti ha infatti presentato alla Regione alcune integrazioni dopo che lo scorso dicembre la Conferenza dei servizi ha comunicato il preavviso di diniego al piano per il futuro del polo impiantistico.
Giari precisa che le integrazioni derivano da una incongruenza tra Regione e Ato costa nella programmazione della gestione dei rifiuti. Il Prb (Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati) non prevede infatti ampliamenti delle discariche fino al 2020. «Questo - dice ancora Giari - a meno che non fosse stato fatto un monitoraggio per capire le nuove esigenze, studio però che non è mai stato effettuato. Di contro, Rea Impianti da oltre un anno ha una convenzione con l’Ato Toscana costa che prevede la continuità di conferimenti di Rsu a Scapigliato per circa 100mila tonnellate annue». Ecco che Rea Impianti ha dovuto rivedere quantità e tipologia dei rifiuti da accettare nei prossimi anni, oltre a rimodulare al ribasso l’impatto visivo del fronte di discarica.
Ma veniamo alle integrazioni al progetto. Numeri alla mano, il volume totale di rifiuti in ingresso «è stato ridotto del 34%, passando dai 5 milioni di metri cubi previsti originariamente, ai 3,3 milioni di metri cubi previsti dalle integrazioni». Prevista inoltre la progressiva diminuzione dell’utilizzo della discarica. «L’obiettivo è di andare verso la chiusura - dice ancora Giari - con il 2030». Nel dettaglio, dal 2018 al 2021 sono previsti 400mila tonnellate di conferimenti, poi fino al 2025 si scenderà a 350mila tonnellate, che caleranno a 330mila fino al 2029 e saranno poche decine di migliaia nel 2030. «Ciò tenendo conto che la richiesta di conferimenti - assicura Giari - aumenta di continuo. Ad esempio per il 2018 abbiamo avuto richieste per circa 800mila tonnellate, ma il piano è di prenderne 400mila quest’anno per poi diminuire, appunto».
«Abbiamo previsto anche - spiega ancora l’amministratore unico di Rea Impianti -, sulla base delle osservazioni fatte da comitati e cittadini, una rimodulazione dell’altezza della discarica del 30% rispetto alla precedente versione. E una serie di interventi per limitare ulteriormente l’impatto odorigeno».
Nei prossimi giorni Rea Impianti dovrà approvare il piano finanziario collegato alla revisione del progetto. «Dato che la domanda di smaltimento è molto elevata -termina Giari - è chiaro che sono aumentate anche le tariffe, quindi a parità di quantitativi ci sono ricavi maggiori. Inoltre stiamo cercando partner privati per dare vita a meccanismi di filiera».
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