Il dolore
Dal noleggio di camper al sequestro giudiziario
La storia. Fanio Noti, cecinese, rischia di perdere tutto: l’assicurazione non copriva il danno da appropriazione indebita, sconfitto anche in tribunale
CECINA. Da un noleggio di camper all’incubo dell’ufficiale giudiziario: è l’odissea di Fanio Noti, cecinese, titolare del noleggio “L’Araba fenice”, che ha sede in via Montegrappa. La vicenda è iniziata otto anni fa, è lui stesso a raccontarla. «Nel 2010 sono stato vittima di un’appropriazione indebita - dice -, e la stessa cosa si è ripetuta l’anno successivo, nel 2011». In pratica chi ha noleggiato il camper non glielo ha restituito. Due episodi che hanno messo a dura prova la tenuta dell’azienda di Noti.
Ma Noti era abbastanza tranquillo, perché assicurato anche nel caso di incendi, furti e appropriazione indebita. O questo almeno era quello che pensava. Perché l’assicurazione è stata di tutt’altro avviso. «Avevo cinque mezzi a disposizione – racconta il signor Noti – tutti assicurati con Carige, ora Amissima, presso una filiale di Ancona perché era la più conveniente. Ma quando è successo il fatto l’assicurazione ha negato la copertura del danno in caso di appropriazione indebita». Ne è nata una lunga vicenda processuale, che si è incrociata con la denuncia e il successivo processo a carico degli autori dell’appropriazione indebita. Noti ha denunciato i due clienti fedifraghi. In un caso la denuncia non è andata a buon fine, perché il cliente aveva clonato i documenti e non è stato possibile risalire al vero “truffatore”. Nell’altro caso invece è riuscito a dimostrare che effettivamente gli era stato sottratto il camper. Ma tecnicamente, e giuridicamente, non si tratta di furto bensì di appropriazione indebita, vale a dire è stato sottratto un bene che era già a disposizione del ladro. E l’assicurazione si è rifiutata di pagare perché l’appropriazione indebita non rientrava nella polizza stipulata dal Noti.
L’imprenditore l’ha portata in giudizio. La sentenza è del febbraio scorso, con esecutività da maggio: il giudice ha rigettato la richiesta di risarcimento chiesta da Noti, pari a 54mila euro, accettando la contestazione dell’assicurazione vale a dire che il camper non è stato rubato ma oggetto di appropriazione indebita, poiché era già a disposizione del cliente che non l’ha restituito. E secondo l’assicurazione questo tipo di evento non era coperto dalla polizza. Il giudice della sezione civile del Tribunale di Livorno Azzurra Fodra ha quindi respinto l’istanza di Noti condannandolo al pagamento delle spese processuali. Stabilite in circa 5mila euro.
Adesso Noti è rimasto con un unico camper a disposizione e non avendo pagato la somma richiesta gli è stata notificata l’istanza di sequestro del mezzo. «Rischio di perdere tutto - dice -, e di non poter più proseguire la mia attività».
Maria Meini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
