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danni alle colture 

Atc 9, programma comune tra agricoltori e cacciatori

CASTAGNETO CARDUCCI . Mettono in fila due cifre per dare la misura del problema. A fronte di 32.000 euro di danni alle produzioni agricole liquidate nel 2012 i danni in corso di liquidazione per il...

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CASTAGNETO CARDUCCI . Mettono in fila due cifre per dare la misura del problema. A fronte di 32.000 euro di danni alle produzioni agricole liquidate nel 2012 i danni in corso di liquidazione per il 2016 sfiorano a 130.000 euro. Dati al centro del confronto tra il Comitato di gestione dell’Atc 9 e i rappresentanti provinciali di Coldiretti, Cia e Confagricoltura che si è tenuto il 14 marzo. «Sono emerse le gravi difficoltà generate dall’eccessivo proliferare di alcune specie cacciabili che danneggiano le produzioni agricole – afferma presidente dell’Atc Miriano Corsini –. Le associazioni agricole hanno espresso tutta la loro preoccupazione e prendono atto che gli strumenti normativi messi a disposizione per il contenimento non hanno dato i risultati sperati». Che aggiunge: «Gli abbattimenti non sono stati inferiori a quelli degli anni precedenti. L’aumento dei danni si giustifica con lo spostamento delle abitudini territoriali degli ungulati, che dalla macchia si sono trasferiti in zone non vocate al cinghiale ma ricche di produzioni agricole spesso di pregio».

Al centro del confronto la necessità di una maggiore collaborazione tra mondo venatorio e agricolo. «La soluzione del problema si può trovare solo ed esclusivamente nella misura in cui ci sia una fattiva condivisione di obbiettivi e programmi di contenimento e di controllo – prosegue Corsini –. È stata evidenziata anche la necessità di trovare adeguate politiche di gestione nelle zone parco che come è noto hanno una normativa diversa dalle zone provinciali. La gestione della caccia non può prescindere dalla gestione territoriale. Ogni eventuale pensiero di accentramento regionale significherebbe interrompere il rapporto con il territorio e il mondo associativo a danno di una corretta gestione che nasce dalla conoscenza dell’ambiente, del suolo interessato e delle sue biodiversità».

Le organizzazioni agricole hanno preso atto che sono in fase di liquidazione i danni subiti dalle imprese agricole nel 2016 e che la nuova gestione di controllo ha consentito di avere stimati i danni 2017 con una previsione di liquidazione entro il 2018. «Ho proposto la stesura di un documento programmatico da proporre a tutte le associazioni venatorie – conclude –. Il documento dovrà contenere proposte di gestione per un riordino delle attività utili a ridurre, da una parte il disagio delle imprese agricole in ordine ai danni alle produzioni e dall’altra sviluppare collaborazioni con il mondo venatorio per la gestione dei territori di caccia investendo in politiche di salvaguardia e di tutela degli interessi dello stesso».



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