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sanità

Consiglio congiunto a rischio, il regolamento ancora non lo prevede

di Manolo Morandini
Consiglio congiunto a rischio, il regolamento ancora non lo prevede

Venerdì si vota la modifica o salta la seduta dei 15 Comuni Ad oggi è vietato convocarlo fuori dai confini amministrativi

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CECINA. C’è la data sul calendario, ma potrebbe non bastare. Dopo mesi di attesa il cerchio rosso nel calendario sull’11 aprile resta una possibilità ma non è una certezza. Per una questione di forma, che in questi casi è anche sostanza, il consiglio comunale congiunto a Donoratico dei 15 comuni del maxi distretto Bassa Val di Cecina e Val di Cornia, in cui l’Azienda sanitaria presenterà la proposta di riorganizzazione dei servizi per la salute, potrebbe saltare. L’ostacolo per Cecina è il regolamento che disciplina il funzionamento del consiglio comunale in cui non è previsto che possa essere convocata una seduta al di fuori dei confini amministrativi.

Alla forma si proverà a rimediare nel consiglio del 23 marzo quando sarà portata al voto la modifica del regolamento. Voto per il quale non è prevista la maggioranza semplice. Insomma, un passaggio non scontato poiché potrebbe prendere quota tra i gruppi di minoranza la tentazione di fare sgambetto e far saltare la data dell’11 aprile. Ipotesi che ad oggi non sembra avere il favore dei numeri. Almeno stando alle indicazioni dei capigruppo emerse nella riunione del 6 marzo.

In quell’occasione il presidente del consiglio comunale Luigi Valori ha messo sul tavolo la richiesta del Coordinamento in difesa dell’ospedale di Cecina di indire un consiglio aperto sulla sanità. Proposta che si è tradotta anche in un ordine del giorno di Pamela Tovani (Cecina civica) che chiedeva di far seguire alla seduta ordinaria del 23 marzo quella in forma aperta sulla sanità. Alla fine ha prevalso la linea di attendere l’11 aprile. Giorno in cui sarà illustrata la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera e dei servizi socio sanitari della zona distretto Valli Etrusche, che comprende Bassa Val di Cecina e Val di Cornia.

Cambiare il regolamento del consiglio comunale è comunque una condizione necessaria. «La modifica consentirà di espletare le funzioni del consiglio fuori dal territorio comunale» , ammette il presidente Valori. Che sul punto ha informato non solo i consiglieri cecinesi ma scritto anche ai colleghi dei comuni, sindaci compresi, che sono parte del maxi distretto sanitario.

C’è un precedente. Il 12 novembre 2015 a Rosignano si sarebbe dovuto tenere un consiglio comunale congiunto, in forma aperta ai contributi dei cittadini, dei nove comuni della Bassa Val di Cecina per discutere della sanità, a partire dall’ipotesi di mettere in rete gli ospedali di Cecina e Piombino. Tutto fissato, salvo scoprire a ridosso della data che i regolamenti comunali dei nove enti della Bassa val di Cecina non permettevano questo tipo di iniziativa. E il precedente potrebbe far propendere in vista dell’11 aprile per un’assemblea pubblica più che un consiglio comunale congiunto. L’appuntamento è comunque importante. L’Azienda sanitaria si è impegnata a far luce sull’ipotesi di riorganizzazione della rete ospedaliera e dei servizi socio sanitari per questa fascia di territorio. E a quella data il sindaco di Cecina Samuele Lippi ha invitato a guardare come a un’occasione di discussione che «coinvolgerà tutti i comuni e i cittadini interessati, avendo di fronte l’Azienda».

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