Gioco
Il fiume Cecina e quegli argini che mancano
Il sindaco: «Fatto quello di sinistra il resto è nella convenzione con il Porto, a cui daremo seguito»
CECINA. Il meteo rende evidente ciò che non c’è. Quei tratti di argine legati a doppio filo alla convenzione tra Comune di Cecina e Porto Spa. Inutile negare che a regime quell’onda del fiume di 6,20 metri che dal pomeriggio del 2 marzo ha fatto scattare l’allerta della Protezione civile avrebbe destato ben altre preoccupazioni. «Se le opere di messa in sicurezza idraulica fossero completate staremmo più tranquilli – dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. C’è una convenzione a cui stiamo cercando di dare seguito, tenuto conto delle difficoltà della Porto Spa. La prossima settimana sarà fatto un nuovo incontro con la società e i tecnici del Genio civile per valutare le prescrizioni sui progetti già esaminati e capire quale si può far partire. Ma voglio anche ricordare che l’argine in sponda sinistra da ponte a ponte è stato realizzato dalla mia amministrazione».
Le opere. Il primo cantiere a partire, stando alle indicazioni date dal Genio civile date nella conferenza dei servizi di metà gennaio, deve essere quello per la realizzazione dei circa 400 metri dell’argine in sinistra idraulica, ovvero il tratto che dal ponte di via Volterra corre lungo la caserma di Villa Ginori. A seguire il nuovo ponte che avrà cinque arcate, di cui tre in acqua con una luce di 28 metri. L’ultimo cantiere sarà quello per l’argine remoto in destra idraulica, circa 2,3 chilometri dal ponte sulla ferrovia fino al nuovo ponte su via Volterra. Opere che stando al cronoprogramma richiedono due anni di lavori e un impegno finanziario di 6.250.000 euro.
Lo stallo. Lo stallo è legato alle incognite sulle fideiussioni a garanzia di quelle opere previste in convenzione si scioglierà alla fine di marzo quando è prevista l’udienza di merito sul provvedimento della Banca d’Italia che vuole cancellare l’iscrizione all’albo della Finworld. La compagnia scelta dalla Porto è la stessa con cui dalla società collegata a Peverell Ltd – che vuole sviluppare il comparto immobiliare e promette di rimettere in moto l’operazione porto nel suo insieme – ha garantito i canoni per l’ex Villaggio francese al Ministero dell’Agricoltura, senza che in questo caso siano stati mossi rilievi. «Al momento che abbiamo il gradimento dal Comune stipuliamo le polizze e siamo pronti a protocollare i progetti sul comparto immobiliare – ha detto il presidente Porto Spa Giuliano Matteoli, nell’assemblea dei soci –. Da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale abbiamo riscontrato l’interesse affinché il porto venga completato».
L’allerta. La miscela di acqua e neve per due ore ha tenuto con il fiato sospeso. Una lunga onda di piena. Il piezometro al ponte della Steccaia alle 19,15 del 2 marzo ha superato i 6 metri sullo zero idrometrico, che è fissato a quota 7,84 metri sul livello del mare. E fino una manciata di minuti prima dell’una di notte ha fatto squillare la campanella del secondo livello di allerta, il più elevato. Ma il massimo della portata si è registrato tra le 21,15 e le 23,15 con un livello stabile a quota 6,20 metri. Poi ha cominciato a calare. Anche il vento che nel pomeriggio ostacolava il regolare deflusso alla foce in serata si è attenuato permettendo alla piena di sfogare in mare.
Protezione civile. La Centrale operativa comunale della Protezione civile è rimasta in allerta fino al pomeriggio del 3 marzo. Un provvedimento reso necessario sulla scorta delle previsioni meteo che annunciavano pioggia abbondante in tutta la Val di Cecina dal mattino alle 7 fino alle 18. «Avevamo la preoccupazione che l’acqua andasse a sommarsi al carico del fiume, da qui l’esigenza di mantenere la vigilanza», dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi. Oltre 50 persone tra personale tecnico e volontari sono stati impegnati durante la gestione dell’emergenza.
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