Il Tirreno

I Ds raccolgono offerte per il parco

I Ds raccolgono offerte per il parco

C’è il progetto di piantare 500 piante ma mancano i soldi: è caccia alle donazioni

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ROSIGNANO. Il progetto mira a una riqualificazione ed è in un certo modo ambizioso. Lo possiamo dividere in due fasi: la prima prevede la piantumazione di piante ad alto fusto, tra lecci, cipressi e così via; la seconda l’allestimento di nuove attrezzature che possano garantire una buona aggregazione. La buona volontà per far rinascere il parco Le Morelle insomma c’è, le idee pure, ma mancano i soldi. Per questo la Fondazione Ds ha lanciato un appello a tutti i rosignanesi in cerca di donazioni per poter portare in porto almeno la prima fase. «La voglia di fare c’è, ma il volontariato da solo a volte non basta», dicono dalla Fondazione.

Il parco non è neanche dei più piccoli. Grande otto ettari, è da sempre il punto di riferimento quando si tratta di allestire l’ormai ex Festa dell’Unità ed eventi simili. Uno spazio verde accudito da giardinieri volontari che sistemano sia il prato sia un appezzamento di grano che lì rientra, sotto la gestione della Fondazione Ds che ne è proprietaria. Le Morelle infatti sono un parco privato ad uso pubblico. Solo che «la Fondazione non è un’azienda e non abbiamo soldi», spiegano i promotori, che hanno così deciso di lanciare l’iniziativa “Adotta il parco”. «Abbiamo deciso di piantumare il Parco con oltre cinquecento piante di cui trenta lecci - spiegano dalla Fondazione - Il Parco sarà così più bello e accogliente, contribuendo ad arricchire il patrimonio verde del territorio». Le Morelle ad oggi sono sprovviste di una volta vegetazione, che invece aiuterebbe a dare un’immagine ben diversa dell’area. Ecco allora l’invito a sostenere l’iniziativa con «un piccolo contributo», che può essere versato al circolo Pd Pier Paolo Pasolini a Solvay. «Ti sarà rilasciata - si legge nel volantino dell’iniziativa - regolare ricevuta e sarai menzionato insieme agli altri in una targa che vorremmo installare all’interno del parco».

Al di là del nome in calce nella targa, c’è la possibilità di dare più decoro e fascino ad un parco usato oggi solo dai padroni di cani, quando potrebbe avere anche altri ospiti. «La nostra volontà è solo quella di dare un supporto migliore alla comunità», dicono dalla Fondazione. (al.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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