Il dolore
Gillo Dorfles, quelle estati a Castiglioncello
Il ricordo del sindaco Franchi e di Mimmo Di Cesare per il professore scomparso all'età di 107 anni: l'amore per la Toscana, per l'estetica e la lingua
CASTIGLIONCELLO. Castiglioncello dice addio all’ultimo dei suoi vecchi habitué. Considerato il più grande critico d’arte vivente, era anche pittore, poeta, nonché musicista e medico psichiatra: è morto ieri, all’età di 107 anni, ne avrebbe compiuti 108 il prossimo 12 aprile, Gillo Dorfles. Il Professore per antonomasia era uno di quelle presenze intellettuali che negli anni hanno reso grande il nome di Castiglioncello. Nel 2010, in occasione del centenario, il Comune di Rosignano insieme al giornale Il Tirreno gli ha conferito un premio quale “poeta dell’estetica”.
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Il sindaco Alessandro Franchi a nome dell’amministrazione comunale partecipa al dolore della famiglia ed esprime cordoglio per questo lutto che colpisce tutto il mondo dell’arte e della cultura. E colpisce anche la comunità di Rosignano, e nello specifico di Castiglioncello, dove Gillo, “il Poeta dell’estetica” ha trascorso le estati degli ultimi 40 anni. Fino a 6 anni fa arrivava puntualmente dopo ferragosto, alloggiando prima all’albergo Miramare e poi al Tirreno, e condivideva la vita della Perla insieme agli amici più intimi, soprattutto lo scultore Mimmo Di Cesare, il critico e giornalista Aldo Colonetti, il critico Enrico Crispolti. «Non mi sembra possibile - dichiara Di Cesare - che Gillo sia morto: un grandissimo, per me un amico e quasi un padre. Sicuramente un padre artistico. Ne parlavamo poco tempo fa con un altro amico comune, il critico d’arte Enrico Crispolti. Gillo è nato il 12 aprile, Enrico il 18, anche se è molto più giovane, e io il 19. Lascia un grande vuoto».
VIDEO. L'ultimo saluto a Dorfles
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Mimmo Di Cesare ne tratteggia il carattere. «Chiaro e arguto, di poche parole ma di una chiarezza unica, non c’erano mai vie di mezzo con Gillo - dice lo scultore del Sole aureo -. Diceva sempre che il valore dell’artista è nell’espressione della sua creatività, nel suo lavoro. Abbiamo fatto tante cose insieme, dagli anni Sessanta: per lui c’era l’amicizia o no, e l’amicizia per lui contava moltissimo. Non amava né il blu né l’azzurro. Amava il beige e il marrone. E amava i sapori forti. Gli piaceva mangiare e preferiva i gusti della cucina tipica. In Sicilia adorava u’ macco, un passato di fave con verdure e il pane coi semi di sesamo. E poi i dolci, i gelati...»
Un uomo che amava la vita. In tutte le sue declinazioni. E guardava al futuro con curiosità e ottimismo. «Con Gillo Dorfles – dichiara il sindaco Franchi - se ne va una parte importante della storia del nostro Paese.
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Famoso critico d’arte, medico psichiatra, pittore, dandy, sociologo del gusto e divulgatore culturale, Dorfles ha attraversato gran parte del Novecento e nella sua lunga vita è stato testimone dei fermenti artistici, delle esperienze estetiche e dei cambiamenti culturali del nostro tempo. Il nostro Comune ha avuto l’onore di ospitarlo numerose volte: infatti Gillo Dorfles è stato per molti anni una presenza fissa di Castiglioncello, dove era solito dedicarsi a lunghe nuotate e incontrare artisti ed amici, come lo scultore ed orafo Mimmo Di Cesare».
Proprio per Mimmo Di Cesare, al quale era legato da profonda stima e affetto, curò la mostra “Soli. Meridiane. Isole 1957-2008” presentata presso il Centro per l’Arte Diego Martelli di Castiglioncello, nel 2008. Inoltre, presso la Limonaia del Castello Pasquini ha presentato alcuni tra i sui libri più recenti, come “Dorfes e dintorni” nel 2005, “Horror Vacui” nel 2008 e “Divenire Gillo Dorfles” nel 2010. In particolare quest’ultima presentazione fu organizzata dall’Amministrazione comunale per festeggiare il centesimo compleanno del maestro e rendere omaggio al percorso scientifico, culturale e creativo dell'intellettuale e dell'artista.
«È stato in quell’occasione - continua Franchi - che ho avuto il piacere di conferire a Gillo Dorfles la medaglia col Grifone, simbolo del nostro Comune. In questo momento a nome di tutta la comunità che rappresento mi stringo intorno alla famiglia, condividendo il dolore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo».
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