Il Tirreno

Sette mesi per l’ecografia «Ma non posso aspettare»

di Alfredo Faetti
Sette mesi per l’ecografia «Ma non posso aspettare»

Un ragazzo disabile di 20 anni ha bisogno degli esami per la sua patologia L’ospedale però lo rimanda e lui va dal privato perché i dolori sono troppo forti

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CECINA. Alain ha vent’anni, è uno studente ed è affetto da una patologia non ancora del tutto chiara. «I medici non sono riusciti ancora a definirla con esattezza», dice. Lo Stato comunque gli ha riconosciuto un’invalidità all’80 per cento, dato che deve seguire determinati trattamenti e che spesso il suo male si fa sentire con forti dolori. L’ultima volta alcuni giorni fa, costringendo la sua famiglia a portarlo all’ospedale per fare un’ecografia. Hanno chiesto un appuntamento e la risposta che non c’era problema per la prenotazione, ma che l’esame non sarebbe potuto arrivare prima di settembre. «Ma io non potevo aspettare così tanto - spiega Alain Rio - Mi sono rivolto così a un privato, perché quegli esami erano importanti. E ho dovuto pagare circa 150 euro».

Siamo a Cecina. Alain e sua madre abitano a San Pietro e Palazzi, mentre l’ospedale a cui si sono rivolti è quello civile cittadino. La malattia è stata diagnosticata al ragazzo ormai da diverso tempo e da allora, suo malgrado, è spesso a contatto con gli ambienti ospedalieri. «Sono ormai dieci anni che ho iniziato questo calvario - racconta lo studente - Devo sottopormi a esami specialistici per poter seguire i trattamenti e spesso capita che avverta dei dolori, costringendomi a fare delle verifiche immediate». Questo copione è andato in scena negli ultimi giorni di febbraio. «Ho avvertito dei dolori all’addome e sono andato all’ospedale di Cecina per poter fare un’ecografia - continua il giovane - Ma pur spiegando la mia situazione non è stato possibile avere un appuntamento prima di settembre». La lista d’attesa infatti era già piuttosto corposa, ma Rio ha tentato comunque di spiegare che il suo non era un caso come gli altri. «Ho mostrato la mia cartella clinica, spiegando la mia invalidità e la mia situazione, ma non c’è stato niente da fare». Ogni tentativo è stato dunque inutile e allo studente sono rimaste due ipotesi davanti: aspettare settembre oppure rivolgersi a uno specialista privato per poter fare l’esame di cui aveva bisogno. «Sono andato dal privato ovviamente», dice Rio, facendo intendere che i soldi necessari per sostenere questa spesa li avrebbe risparmiati volentieri. «Ma non è soltanto il disagio che mi ha colpito - prosegue il ragazzo - Il personale mi ha trattato con sufficienza, senza neanche cercare di capire quali fossero le mie condizioni reali. Sono rimasto molto deluso da questo comportamento da parte dell’Asl Nord Ovest, contando che ormai conosco bene i suoi meccanismi». Suo malgrado.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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