Sicurezza
Pacchi viveri, richieste da 200 famiglie
L’appello dell’associazione Sorgente del Villaggio ai cittadini: «Impossibile aiutare tutti, portate generi alimentari»
ROSIGNANO. Aumentano di settimana in settimana le famiglie che si rivolgono alla Sorgente del Villaggio per ricevere aiuti e pacchi alimentari. «Basti questo per capire la situazione: ogni martedì - dice Rossella Conforti presidente dell’associazione onlus La Sorgente del Villaggio che opera al centro don Bosco di Rosignano Marittimo - si presentano dalle due alle tre nuove famiglie. Una media di dieci-dodici famiglie nuove al mese. Arrivano con in mano già l’Isee, lo stato di famiglia e le tessere sanitarie. Tutte sono residenti nel comune di Rosignano». Una situazione, questa, che va avanti da alcuni mesi e che si sta facendo emergenziale. «Solo lo scorso martedì si sono presentate tre famiglie - continua Conforti - una composta da tre persone con un bambino di quattro mesi, una donna di 45 anni ed una che vive sola con due figli a carico e un lavoro part- time. In più ci sono i pensionati che, da anni, curiamo». Dopo gli ultimi entrati, le famiglie che si rivolgono alla Sorgente del Villaggio per ricevere un pacco alimentare ogni quindici giorni, sfiorano quota duecento. Tante, troppe per le disponibilità dell’associazione nata nel 1997 e che oltre a distribuire pacchi viveri offre, tutti i giorni, pasti caldi. «In questa situazione di emergenza - continua Conforti - le risorse alimentari accantonate stanno terminando». Appello ai cittadini per portare al centro pasta, pelati, scatolette di tonno, latte, riso farina, fagioli, ceci e piselli «ed anche le merendine - dice Conforti - così gradite ai bambini, soprattutto quelli che vanno a scuola. Ciò che non manca, invece, sono gli omogeneizzati. Di quelli ne abbiamo a sufficienza». Ma non manca solo cibo. «Siamo senza volontari - continua la presidente dell’associazione - molti di noi sono costretti a fare doppi turni per dare risposte alle esigenze di queste persone. Basterebbe un impegno di poche ore a settimana». Un esercito che purtroppo sta aumentando di mese in mese, una realtà che è conosciuta anche da coloro che operano nel sociale. «Molte famiglie non hanno lavoro ed anche una borsa viveri ogni quindici giorni diventa insufficiente a coprire il fabbisogno mensile. Poi c’è anche chi ci chiede aiuto in denaro, ad esempio per il riscaldamento o per la luce». E qui la situazione diventa ancora più complessa. Così come sta diventando complesso il rapporto tra italiani e stranieri: «Noi, anche in accordo con gli assistenti sociali - dice Conforti - distribuiamo i pacchi viveri solo ai residenti nel Comune di Rosignano». Ma quando si raschia il fondo delle risorse gli italiani si sentono di dover rimarcare la loro nazionalità e di avere una corsia preferenziale. «Facciamo ciò che possiamo - conclude Conforti - ma la situazione sta diventando davvero difficile».
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