Gioco
Cinquemila firma sulla rete dell'infarto: la petizione in Regione
Boom di adesioni alla raccolta firme: dopo il 4 marzo la consegna a Firenze Intanto è stata mancata la scadenza di approfondimenti chiesta dai sindaci all’Asl
CECINA. L’appuntamento era entro febbraio. Una scadenza entro cui i vertici dell’Asl Nord Ovest e la Regione Toscana dovevano fornire quanto meno un’idea sulla riorganizzazione ospedaliera che riguardasse Cecina e Piombino, con un occhio di riguardo alla rete dell’infarto, dopo la richiesta di un approfondimento avanzata dai sindaci durante l’ultimo incontro di dicembre. Oggi è il 28 febbraio e nei municipi non è squillato nessun telefono con una telefonata da Firenze.
Qualcosa però, nelle strade, nelle farmacie e in altre attività, si è mosso: la petizione per chiedere l’attivazione di due sale di emodinamica (una a Cecina e l’altra a Piombino) ha raggiunto le cinquemila adesioni. Una cascata di firme che i promotori consegneranno direttamente all’assessore Stefania Saccardi dopo le elezioni. «Voglio vedere se non verranno considerate tutte queste persone: cinquemila firme stanno a significare che il problema è sentito», dice Giulia Torrini, candidata alla Camera per il Movimento 5 Stelle, dal banchetto del mercato dove si sono riuniti anche altri promotori della petizione, piuttosto infuriati per la piega che ha preso la vicenda. La richiesta dei dati sulla rete dell’infarto locale è arrivata l’estate scorsa, ma ancora non è stata resa nota neanche una cifra. L’unico numero emerso è quel 23 per cento di persone che anziché telefonare al 118 ai primi sintomi di un malore (che è la buona pratica da seguire) si dirigono direttamente all’ospedale. Un dato su cui i sindaci hanno chiesto un approfondimento sulla base di una riorganizzazione ospedaliera, che sarebbe dovuto arrivare entro oggi. E invece. Al momento quindi l’unico documento ufficiale resta la petizione con le sue firme.
«L’Asl è ingiustificabile», dicono i pentastellati riuniti da Rosignano a San Vincenzo, avanzando a questo punto alcuni dubbi. «Sono passati 7 anni dall’attivazione della rete dell’infarto: possibile che non sia stato predisposto un monitoraggio periodico?». Mario Settino, consigliere comunale, ne ha fatto anche un’interpellanza ufficiale per l’amministrazione. Al suo fianco c’è Rosario Improta del Comitato Salute Pubblica e insieme ribadiscono che «i tempi per raggiungere l’ospedale di Livorno sono troppo lunghi: lo dimostrano gli studi. Se una persona accusa un infarto a Cecina è in pericolo e il sindaco Samuele Lippi aveva preso impegni precisi a riguardo, dicendo che si sarebbe dimesso se non avesse ottenuto risultati». Da qui la richiesta di due sale di emodinamica, anche se Regione e Asl non sembrano del tutto intenzionate in questa direzione. Ma le sale di per sé non bastano. «Occorrono le ambulanze specializzate con medico a bordo per garantire una perfetta risposta sull’infarto - continua il Comitato - Per le sale in ogni caso ci vorrà molto tempo, mentre le ambulanze potrebbero arrivare subito». Un aggiornamento dalla Regione potrebbe arrivare nel giro di breve tempo, ma dopo le elezioni. Nello stesso momento insomma in cui cinquemila firme arriveranno sul tavolo della giunta regionale.
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