Il Tirreno

il caso 

Quel silenzio del Pd sul falso curriculum della sindaca Carli

di Manolo Morandini
Quel silenzio del Pd sul falso curriculum della sindaca Carli

Il segretario provinciale Sonetti si nega. Interpellanza di Santa Luce Libera per chiedere le dimissioni

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SANTA LUCE. Una cortina di silenzio. È la linea scelta dal segretario provinciale del Pd di Pisa Massimiliano Sonetti sul caso della sindaca di Santa Luce Giamila Carli che messa alle strette ha confessato di falsificare dagli anni Novanta il suo curriculum inserendo una laurea in legge che non ha mai conseguito. Sonetti risponde alla prima telefonata. Chiede l’argomento e si prende l’impegno di richiamare: «Adesso sono impegnato in una riunione», dice. Invece sparisce. E al telefono a distanza di ore si nega più volte. Che il caso crei imbarazzo è di tutta evidenza. Specie nella settimana calda che precede l’appuntamento con l’urna del 4 marzo per le elezioni politiche. Eppure dal giorno della verità, il 24 febbraio, la sindaca ha rimesso nelle mani del segretario provinciale il suo mandato politico: «per evitare facili strumentalizzazioni – dice Carli nella lettera aperta inviata a Il Tirreno –, oggi che la politica è più incline al fango e al dossieraggio piuttosto che al merito e alla sostanza dei contenuti».

La sindaca di Santa Luce dopo aver garantito il 12 febbraio di avere conseguito la laurea in giurisprudenza all’Università di Pisa a distanza di dodici giorni è stata costretta a venire allo scoperto. C’è un documento della stessa Università di Pisa che squarcia il velo: “Agli atti di questa segreteria non risulta essersi laureata presso questo ateneo”. E il caso va oltre la semplice bugia. Il decreto legislativo 33 del 2013 sulla trasparenza della funzione legislativa prevede tra gli obblighi di informazione di un amministratore pubblico quelli di pubblicare la sua situazione patrimoniale e reddituale e il curriculum.

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Tuttavia Carli resta al suo posto. «Intendo restare al mio posto di sindaco eletto – si legge nella lettera –, responsabilmente, perché quell’errore non cancella la mia lunga storia politica fatta di impegno, credibilità, capacità amministrativa ed organizzativa, lealtà e servizio».

I primi a prenderle le misure sono gli esponenti della lista civica Santa Luce Libera. Per mano della capogruppo Maja Spikic presentano una interpellanza per chiederne le dimissioni. «È un fatto grave e per un atto di coerenza è giusto che si dimetta – dice Spikic –. È venuto meno il rapporto di fiducia e trasparenza verso i cittadini per cui non vi può essere altra scelta». Che aggiunge: «E ciò senza entrare nel merito di una necessaria indagine da parte delle autorità preposte su un’eventuale ipotesi di reato per l’attribuzione falsa di un titolo».

Il gruppo Santa Luce Democratica, invece, si riunirà nei prossimi giorni per valutare i necessari passi. A parlare a caldo è l’ex sindaco di Santa Luce, il predecessore della Carli, Andrea Marini. «Il tenore della sua lettera non mi sorprende perché è nel suo stile – sostiene Marini –. Lascia perplesso perché si autoassolve rispetto a una mancanza di coerenza. E lo fa con motivazioni abbastanza penose». Che aggiunge: «È incredibile come si possa avere la presunzione di presentarsi così, con una lettera che lascia perplessi se non si conosce il personaggio». C’è poi la parte finale della lettera aperta di Carli in cui si fa il punto sul Comune di Santa Luce. «Continua ad affermare storie che non hanno fondamento rispetto alle passata amministrazione. Come fa a dire che ha trovato un ente in pre dissesto economico finanziario? C’è la Corte dei conti che è deputata a stabilirlo e a vigilare altrimenti siamo sul terreno della sua laurea in legge inesistente. È un’invenzione, altrimenti produca i documenti a prova di quanto afferma».
 

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