Finanza
Perseguita la ex compagna, arrestato
Era già stato condannato, ma ha continuato a pedinarla. I carabinieri lo portano in carcere con l’accusa di stalking
ROSIGNANO. Nonostante una condanna per stalking a due anni e quattro mesi di reclusione e il successivo divieto di avvicinarsi alla donna che lo aveva lasciato continuava imperterrito a perseguitarla: pedinamenti nei dintorni dell’abitazione, telefonate, appostamenti vicino al posto di lavoro.
È stata la donna, all’inizio di febbraio, a rivolgersi nuovamente ai carabinieri raccontando come Francesco Perri, 49 anni compiuti il mese scorso, fosse tornato ad essere il suo incubo a meno di dodici mesi di distanza dal primo arresto, avvenuto nel giugno dello scorso anno.
Inizia da qui l’ennesimo capitolo di un libro infinito che racconta di quotidiane violenze sulla donne. E stavolta, a leggere gli atti del nuovo arresto, non si può fare a meno di pensare alla storia di Massimiliano Bagnoli che alla vigilia di San Valentino ha ucciso Francesca Citi prima di togliersi la vita nello studio dove la donna lavorava perché non accettava la fine del loro matrimonio.
Anche il quarantanovenne originario di Petilia Policastro, in Calabria ma residente a Rosignano, come il geometra livornese, era stato infatti condannato, in abbreviato. Ma non solo, perché stavolta nel capo d’imputazione compaiono anche lesioni e danneggiamenti ai danni dell’auto della donna che come l’ex abita nella zona di Rosignano.
Ad esempio il 28 giugno dello scorso anno – secondo la ricostruzione degli investigatori – l’uomo ha prima aggredito la ex fratturandole una falange dopo averle danneggiato la macchina con calci e lancio di pietre.
È con queste accuse che a metà novembre l’uomo si è presentato in udienza per rispondere del reato di stalking, lesioni e danneggiamenti dopo aver trascorso alcuni mesi agli arresti domiciliari. Si legge nel capo di imputazione che compre un lasso temporale compreso tra il gennaio e il giugno del 2017: minacciava e molestava gravemente la ex convivente seguendola continuamente nei suoi spostamenti, facendosi trovare nei pressi dei luoghi di lavoro, ingiuriandola pesantemente e minacciandola in diverse occasioni anche di morte, danneggiandole la vettura e anche aggredendola fisicamente.
«Nel momento in cui è stato condannato – spiega chi ha indagato – la misura cautelare è decaduta e dunque l’uomo è tornato in libertà in attesa che la sentenza venga confermata in appello e nel caso in cassazione».
Nonostante questo che potrebbe apparire come un paradosso giuridico, il tribunale di Livorno ha deciso di disporre nei confronti del quarantanovenne il divieto di avvicinamento alla ex per cercare di tutelarla in qualche modo.
Risultato? Nei mesi successivi Perri invece di rispettare il divieto ha visto bene di voler a tutti i costi ossessionare la ex. È per questo che la settimana scorsa il pubblico ministero Daniele Rosa, visti gli atti dei carabinieri di Rosignano, ha deciso di chiedere una nuova misura cautelare nei confronti del quarantanovenne. L’arresto è avvenuto nella giornata di venerdì. E adesso l’uomo si trova nel carcere delle Sughere.
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