Il Tirreno

sicurezza 

Ladri scatenati a Marina: svaligiate 13 case in pochi giorni

di Alfredo Faetti
Ladri scatenati a Marina: svaligiate 13 case in pochi giorni

Scassinati gli appartamenti vuoti usati dai proprietari per le vacanze: il bottino è misero, ma i danni agli infissi sono tanti

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CECINA. Nel giro di pochi giorni i telefoni hanno iniziato a squillare. Gli amministratori di condominio, le agenzie immobiliari e i vicini hanno telefonato ai padroni di casa, che a loro volta hanno telefonato ai carabinieri, anche se non tutti. La storia è stata sempre la stessa: «Sono entrati nell’appartamento». Questo il messaggio. Sono stati tredici in tutto le abitazioni prese di mira dai ladri (per non dire vandali) nell’ultima settimana, scassinate a suon di calci o con un piede di porco. Il bottino è una miseria, composto da vecchi televisori e altre cianfrusaglie, che poi è tutto ciò che c’era all’interno. L’obiettivo dei malviventi sono state infatti le seconde case a Marina di Cecina, lasciate vuote in questo periodo invernale dai legittimi proprietari che le usano soltanto per le vacanze. Ma se la refurtiva è poca roba, i danni agli infissi sono notevoli. E c’è anche un altro aspetto che risalta agli occhi dei residenti della frazione: «Mai visti a Marina così tanti danni e furti», dicono.

Sono andati a colpo sicuro i malviventi, dato che non hanno badato molto allo stile nello scassinare le entrate. In alcuni casi, hanno aperto il portone d’ingresso dei condomini e poi quelle degli appartamenti a calci, incuranti della confusione che stavano creando, tanto il palazzo era ed è deserto. Siamo nella zona di Oglio e via Tevere, caratterizzata da un brulicare di turisti durante l’estate ma ridotta a deserto urbano durante l’inverno. In questo tratto di Marina ci sono interi condomini composti da seconda case, in cui a fine febbraio non vive nessuno. Una libertà che i ladri non hanno lesinato, godendo non solo della possibilità di abbattere le porte a calci, ma anche di dilazionare i loro colpi nell’arco di più giorni. Non troppi comunque: quattro giorni per tredici appartamenti. Un impegno costante ma infruttuoso, che ha portato a mettere insieme pochi oggetti di ancor meno valore. Ad accorgersi del blitz sono stati prima gli amministratori di condominio, arrivati nei palazzi in questione per i soliti giri di controllo, e poi gli agenti immobiliari impegnati nel loro lavoro. «Sembrano azioni distruttive di delinquenti per trafugare televisori ed altro di poco rilevante - dice Pietro Campanelli, uno dei residenti - Quel che nuoce di più sono i danni spregevoli che non sono minimamente giustificati da una refurtiva di così poco valore».

Una breve ricostruzione che ha permesso a vittime e residenti su quale possano essere gli autori di questi furti. Non sono certo degli esperti, dato come hanno forzato gli infissi; e non sono degli abili calcolatori, visto che è evidente che nelle seconde case, in questo periodo, c’è ben poco da rubare. «L’impressione che ci siamo fatti - continuano da Marina - è che possano essere dei tossicodipendenti in cerca di qualcosa da sgraffignare per mantenersi il vizio». Un’idea verosimile, che convince anche i carabinieri a cui si sono rivolti alcuni proprietari degli appartamenti colpiti. Non tutti però hanno deciso di sporgere denuncia: chi non ha subito un furto vero e proprio, ad esempio, ha preferito lasciar perdere, concentrandosi sulle spese del falegname necessarie per rimettere in piedi i danni. Una vecchia televisione del resto costa poche decine di euro, riparare una parte sfondata a calci e spranghe molte centinaia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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