Il Tirreno

la memoria del poeta 

Il Comune non fa nessun atto e le medaglie di Carducci vanno a Bologna

di Manolo Morandini
Il Comune non fa nessun atto e le medaglie di Carducci vanno a Bologna

La donazione dei rari esemplari in bronzo viene rinnovata al municipio per 10 anni L’amministrazione di Castagneto si dice interessata ma poi non fa nessun atto

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CASTAGNETO CARDUCCI. L’ostinazione ha retto a un decennio di inconcludenza del Comune di Castagneto Carducci. Poi la resa. Totale. Il colpo di grazia arriva con le celebrazioni per i 110 anni dalla morte del poeta. Anche il 2017 sfila senza novità. Nonostante il rinnovo dell’offerta le due medaglie di bronzo, che il proprietario voleva donare a Castagneto, finiscono alla Casa Carducci di Bologna. Appena un paio di messaggi di posta elettronica per perfezionare il lascito. Anche questo marca il solco e aumenta il rammarico. Pezzi rari, in tutto 200 esemplari coniati dall’Università di Bologna nel 1891 e 1895 per ricordare i 30 e i 35 anni d’insegnamento in quell’ateneo di Giosuè Carducci. Su una faccia il busto del poeta e sull’altra la scritta in latino che recita: “Scrittore elegantissimo, poeta massimo, sommo ingegno della letteratura”.

La storia inizia nel 2007, all’epoca del primo mandato da sindaco di Fabio Tinti. Il proprietario delle due medaglie visita il Museo Carducciano di Castagneto e ne esce con il desiderio di donarle al Comune. Tale è la determinazione che dà mandato a un castagnetano d’adozione di perfezionare il lascito. Nessuna condizione sul rilievo da dare al nome del donatore. L’unica richiesta all’ente è di dare alle due medaglie in bronzo brunito di 60 millimetri di diametro un adeguato risalto, esposte su una base in plexiglass con una spiegazione di ciò che rappresentano.

«Mi fu detto dal Comune che non avevano i soldi per le basi in plexiglass – dice l’intermediario castagnetano, che chiede il velo dell’anonimato –. Pochi euro, per i quali garantii che avrei pagato di tasca mia. Allora sorse un altro problema: non sapevano a chi rivolgersi per farle fare. Mi sarei dovuto interessare io. E ciò mi sembrò davvero troppo. La cosa finì lì». Che aggiunge: «Negli anni seguenti, periodicamente, ricordai che erano sempre disponibili le due medaglie, unitamente ad altri piccoli attrezzi che potevano interessare il Piccolo museo dell’olio. Sempre grande interesse e attenzione per tutto da parte del Comune, ma nulla di concreto».

L’ostinazione di portare a buon fine la donazione è tale che si arriva al 2014. «Tornai alla carica con la nuova amministrazione comunale». A giugno di quell’anno s’insedia la sindaca Sandra Scarpellini. «C’incontrammo nel giugno di quell’anno nei locali del museo – dice –. Ammirazione ed emozione furono le parole usate di fronte alla manifestazione di volontà di fare il lascito. Mi fu detto che a breve si sarebbe organizzata l’esposizione: una al museo e l’altra sulla scrivania di casa Carducci. Mi fu chiesto anche l’indirizzo del donatore per i dovuti ringraziamenti. Donatore che di lì a poco sarebbe deceduto senza ricevere nulla».

Ancora altri passaggi a vuoto. «In varie occasioni sollecitai l’amministrazione comunale, l’ultima a novembre 2016. Mi dissero che si stava organizzando per il 2017, per l’anno carducciano a 110 anni dalla scomparsa del poeta. Ma anche il 2017 è finito e nulla è successo». Il 31 dicembre dello scorso anno l’ostinazione degli eredi a perfezionare il lascito si è esaurita. Sono bastati due messaggi di posta elettronica con Casa Carducci di Bologna e le due medaglie a breve faranno bella mostra di sé in quei locali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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