Sicurezza
Erosione, c’è un piano alternativo
San Vincenzo, interventi tampone per passare l’estate. Iniziati i lavori allo stabilimento Serendipity
SAN VINCENZO . È il momento del piano B. A più di un mese dalla firma del protocollo d’intesa sulla lotta all’erosione costiera siglato dal Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare e dalla Regione Toscana, il 9 gennaio alla Torre di San Vincenzo, a dettare l’agenda è la burocrazia. Al meccanismo del protocollo si legano 1.337.608,08 euro di risorse messe a disposizione dal Ministero per la Toscana. E lo stanziamento consente di rendere cantierabile non solo l’intervento di Vada, la gara è già in corso, ma alla Regione di stornare una cifra analoga su San Vincenzo, con il bando per l’assegnazione dei lavori che già un mese fa era dato per prossimo alla pubblicazione. Invece tutto è fermo. I soldi da Roma a Firenze non sono ancora stati trasferiti. I giorni passano e la stagione balneare si avvicina.
«I soldi dal Ministero alla Regione non sono ancora stati trasferiti», conferma l’assessore all’Ambiente di San Vincenzo Antonio Russo. Che aggiunge: «Faremo un intervento di sistemazione dell’arenile comunque, con un piccolo ripascimento nelle aree più critiche. Abbiamo già avanzato la richiesta per i permessi necessari alla Regione». Che la situazione sia critica è sotto gli occhi di tutti. L’emblema è lo stabilimento Serendipity reso inagibile dopo l’ultima mareggiata che ha fatto crollare alcuni piloni della palafitta. Qui il cantiere per rimediare al disastro annunciato è già in corso. «Entro il 30 marzo alla proprietà è stato dato il termine per il ripristino del locale che ad oggi è inagibile – dice Russo –. Saranno rifatti i piloni di sostegno e rimossi i massi a protezione del cantiere con l’obbligo di ripulire l’area». La mareggiata ha fatto crollare anche un tratto della recinzione di un’abitazione privata a qualche decina di metri dal Serendipity.
Il primo lavoro a partire sarà quello per la rimozione dei sassi dall’arenile. L’operazione annuale è un obbligo dovuto alle modalità con cui è stato realizzato il porto. E a maggio il ripascimento per traghettare l’arenile oltre la stagione balneare, quando dovrebbe prendere il via l’operazione da 1,3 milioni di euro per rimediare a quella che è stata soprannominata la vasca, il tratto di litorale a sud del porto. La soluzione è il 1º stralcio di un progetto da 2,3 milioni di euro e prevede sia l’allargamento della scogliera sommersa, portandola da 10 a 30 metri, che la riduzione dell’altezza, anche per favorire il ricambio dell’acqua. Nel ripascimento è previsto l’impiego di sabbia di cava, circa 7.000 tonnellate di granulometria superiore a quella in loco per favorire la stabilità dell’arenile. (m.m.)
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