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Snobbati i manifesti A 12 giorni dal voto i tabelloni sono vuoti

Snobbati i manifesti A 12 giorni dal voto i tabelloni sono vuoti

Spazi e affissione sono regolamentati da una legge del 1956 L’autopromozione di candidati e partiti passa dai social

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CECINA. Snobbati i manifesti elettorali. A due settimane dal voto i tabelloni per l’affissione sono uno spettacolo desolante. Neppure un volto di candidato o un simbolo di partito a richiamare l’imminenza del 4 marzo. Quelle pareti in legno o metallo, montate per l’occasione in applicazione di una legge del 1956, con spazi rigorosamente suddivisi e assegnati alle liste in corsa, lasciano increduli. Il calendario scorre e niente cambia.

Che sia il tempo della carta ad essere finito? La distribuzione di volantini in piazze e mercati sembra smentirlo. Eppure che il ruolo dei manifesti sia oltremodo ridimensionato è indiscutibile. Nessun candidato immortalato con lo sguardo puntato su un oltre che si fatica ogni volta a traguardare.

L’autopromozione dei candidati e dei partiti si è fatta social. Raggiungono gli elettori direttamente su computer, tablet e telefonini su cui delle volte l’immagine del candidato marca la distanza dal reale. Gli esperti imputano la colpa dell’addio ai manifesti al nuovo sistema elettorale. Uninominale e proporzionale con l’impossibilità della libera scelta del candidato. Novità che riduce l’importanza del volto da votare, consigliando a candidati e partiti di risparmiare la spesa dei manifesti elettorali.

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di Redazione web