Sicurezza
Città per tutti: ecco il piano anti-barriere
Adeguare gli edifici e i luoghi pubblici Servono interventi per 300.000 euro
CECINA. La mappatura delle barriere architettoniche a Cecina presenta il conto al Comune. Servono 300.000 euro per farne una città più comoda, sicura, accessibile. È quanto emerge dal Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) a cui ha lavorato dalla fine del 2015 l’architetto Gabriele Banchetti. «Si tratta di un quadro conoscitivo delle strutture e spazi aperti di uso pubblico», dice Banchetti in occasione della presentazione della bozza del piano che dovrà essere approvato dal consiglio comunale. Ma c’è di più. Lo studio si spinge a individuare le soluzioni tra adeguamenti, necessari perché non sono rispettati i requisiti minimi di legge, e miglioramenti di tutto ciò che è stato mappato, stimando un investimento di 304.700 euro.
Piazze, aree verdi, parcheggi, edifici pubblici o di uso pubblico, impianti sportivi e cimiteri. Ognuno di questi luoghi, in tutto ne sono stati censiti 155, è classificato come un’entità complessa. E per ciascuna il piano analizza i percorsi pedonali per raggiungerlo, i parcheggi riservati, gli accessi e il superamento dei dislivelli, percorsi interni e servizi igienici accessibili se si tratta di un edificio. Aspetti che vengono classificati come entità unitarie, che nel complesso sono 399. Ci sono le scuole di competenza comunale mentre per le superiori, la cui competenza è della Provincia, il Peba si limita a verificarne l’accessibilità dei percorsi per raggiungerle.
Da qui non si riesce a passare. Lì non si può entrare. Quel parcheggio è disposto in modo pericoloso. Quel bagno è inaccessibile. Gli ostacoli sono i più disparati in città. E rendono la vita scomoda. Al punto che camminare su alcuni marciapiedi può essere un’attività difficilissima per una neomamma con passeggino. Insomma, l’accessibilità riguarda chiunque e non solo chi è anziano, disabile o ha una limitazione temporanea.
Un esempio può dare la dimensione degli interventi in chiave di accessibilità previsti dal Peba. Alla scuola primaria Rodari, in via Pasubio, la fruibilità in autonomia da parte di tutti viene definita media. Il neo sono i servizi igienici dove il pulsante di scarico del wc non è adeguato alle limitazioni di una persona in carrozzina e così il lavabo. Ci sono poi i percorsi che mettono in collegamento gli edifici censiti. E qui i problemi sono gli ostacoli che riducono la larghezza dei percorsi, i salti di quota dei piani di calpestio o l’assenza di un’illuminazione adeguata. I percorsi studiati nel dettaglio sono dodici. Un esempio di lavoro a metà si ha in via Rossetti a Marina di Cecina. Qui in corrispondenza di un attraversamento pedonale il dislivello è adeguato solo da un lato. Chi attraversa con la carrozzina sul lato opposto si imbatte nello scalino del cordolo del marciapiede.
Il Peba è un piano di corredo agli strumenti di pianificazione urbanistica, in cui sono indicati gli obiettivi, i tempi e i finanziamenti necessari per eliminare le barriere. Non è solo uno strumento di monitoraggio, quindi, ma anche di pianificazione e coordinamento sugli interventi per l’accessibilità. Infatti comporta una previsione del tipo di soluzione da apportare per ciascuna barriera rilevata, i relativi costi, la priorità di intervento.
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