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Gattile, la struttura è senza soldi

Gattile, la struttura è senza soldi

A San Vincenzo l’appello dei volontari al sindaco: «Ci occupiamo di 80 gatti»

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SAN VINCENZO . Il gattile di San Vincenzo, curato dai volontari dell’associazione Animali per amici San Vincenzo, è in grande difficoltà. Mancano i fondi per sfamare, vaccinare, sterilizzare e curare i circa 80 felini che lo popolano. Gatti di tutte le età, tra cui anziani e appena nati, in questo caso spesso lasciati in ceste fuori dal gattile. Non avendo fondi, i volontari sono costretti a tirar fuori i soldi dalle loro tasche. Una quantità di denaro che non è certo indifferente tra il cibo e le cure veterinarie.

L’associazione Animali per amici, che prima comprendeva sia la struttura di Castagneto che quella di San Vincenzo, si è divisa in due nuove realtà nell’ottobre 2016 a seguito di vicende legali. Quella locale, adesso, ha il nome di Animali per amici San Vincenzo. Il problema è che un’associazione, prima di essere riconosciuta ufficialmente dal Comune di appartenenza e di ricevere quindi i fondi pubblici. E nonostante i volontari sanvincenzini siano attivi sul territorio dal 1998, ossia da vent’anni, risultano nati come associazione nell’ottobre del 2016: i contributi li vedranno dopo l’ottobre del 2018.

C’è un ma, e anche piuttosto grosso. Nonostante ciò, per i randagi l’associazione è la prima a essere contattata. «Se vengono trovati cani e gatti randagi – spiega Gloria Bolognesi, 80 anni, una delle fondatrici del gattile e attuale vicepresidente dell’associazione –, la polizia municipale contatta noi e ce ne facciamo carico da tutti i punti di vista. Se sono feriti, i costi lievitano. Nonostante si siano aggregati alcuni giovani volontari al gruppo, siamo comunque pochi e non ce la possiamo più fare». Bolognesi lancia un appello al sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini. «Il sindaco – dice Bolognesi – ci ha detto che quando scatterà il tempo per avere il contributo comunale, includerà in esso la cifra necessaria per fare un nuovo gattile e un canile. Sappiamo che non potremo avere soldi prima di ottobre 2018, ma fino ad allora non sappiamo davvero come fare. La media delle nostre spese è di circa 700 euro al mese tra cibo e veterinari. La convenzione per i cani non ce l’abbiamo più, e i randagi vengono mandati in una pensione privata di San Vincenzo». Che conclude: «Abbiamo svolto per vent’anni un grande servizio per il Comune e per il paese. Ci troviamo senza nulla, senza considerare i soldi che abbiamo speso per l’avvocato a causa della vertenza legale. Mi appello al sindaco, perché siamo soli. Abbiamo bisogno di un aiuto. Altrimenti non potremo più occuparci degli animali».

Paolo Federighi

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