Attenzione
«Un dramma enorme, ora solo silenzio»
I familiari della vittima distrutti, il fratello: «Troppo dolore, adesso pensiamo alle bambine»
NIBBIAIA. «Una tragedia troppo grossa, non ce la facciamo». Gabriele Citi, il fratello di Francesca che con la moglie Raffaella Cirinei abita al piano terreno della villetta in località Sotto i lecci, ha lo sguardo fermo e profondo di chi vorrebbe liberare la sua famiglia dal dolore ma sa che l’unica possibilità è quella di trovare il coraggio per resistere. Nello stesso edificio, al piano superiore, abitava anche sua sorella con le due figlie piccole e, in un appartamento separato, i genitori Giampiero e Luciana. «È un dramma», ripete Gabriele mentre i suoi genitori stanno seduti uno davanti all’altra, immobili e in silenzio, come ad attendere la fine di un incubo.
La cognata di Francesca è al piano di sotto, con le nipoti. Da quando ha avuto la notizia della tragedia si occupa cuore e mente delle due bimbe: «Ora dobbiamo pensare a loro, a farle andare avanti». La speranza di questa famiglia è che il dramma che si è consumato la mattina di martedì nello studio dentistico di piazza Attias a Livorno non distrugga completamente il futuro delle figlie di Francesca. Quelle bimbe per cui lei si era fatta forza, denunciando l’ex marito stalker e mostrando di voler reagire.
Dal cancello di casa Citi, alle porte di Nibbiaia, ogni tanto entrano parenti e amici intimi. Non c’è un viavai di persone, perché la gente del posto, nonostante l’affetto per Francesca e per la sua famiglia, non trova il coraggio di andare a parlare con i genitori, il fratello e la cognata. «Ieri (martedì, ndr) - racconta Elsa Cioni, amica della mamma di Francesca - avrei voluto andare da loro, ma so che non è il momento. Sono distrutti dal dolore e non vogliono vedere nessuno».
Intanto a Nibbiaia, commercianti e cittadini stanno organizzando una raccolta in memoria di Francesca. «Non so cosa faremo con i soldi - spiega Ombretta Citi della Coop -, li daremo alla sua famiglia che poi deciderà se tenerli per il futuro delle bimbe». E tra i negozianti c’è chi ha in mente di preparare, proprio nel borgo, una iniziativa contro la violenza sulle donne. «Adesso è troppo presto - riflette Benedetta Pantani, della tabaccheria in piazza - ma sarebbe giusto coinvolgere anche le associazioni del paese per una manifestazione contro il femminicidio. Tra un po’ ci penseremo».(a.c.)
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