Il Tirreno

«Individuate i responsabili»

«Individuate i responsabili»

L’auspicio di Barabino in merito alla contestazione con insulti e sputi a Meloni

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CECINA. «Ferma condanna nei confronti dell’aggressione all’onorevole Giorgia Meloni. Il confronto politico deve avvenire senza odio né violenza, ma dando spazio alla ragione e alle competenze». Così Paolo Barabino, candidato alla Camera dei deputati nel collegio plurinominale Toscana 2 per Forza Italia.

«L’aggressione subita dall’onorevole Meloni, durante una breve visita in uno dei quartieri di Livorno più colpiti dalla crisi e dimenticati, è inaccettabile – afferma Barabino –. La libertà di pensiero e di espressione sono beni costituzionali e non possono essere soppressi da un gruppo di facinorosi con sputi, offese e lanci di bottiglie, calci, slogan offensivi e violenti. Il confronto politico può unicamente basarsi sul rispetto reciproco, indipendentemente dalla diversità di opinioni e di vedute». Che prosegue: «In piazza Garibaldi, nel primo pomeriggio del 13 febbraio, sono invece saliti in cattedra l’arroganza e l’intolleranza, che si sono trasformate in una manifestazione collettiva di rara inciviltà. L’onorevole Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, è riuscita a sottrarsi al linciaggio solo grazie al cordone delle forze dell’ordine, che le hanno permesso di lasciare incolume Livorno nonostante che i facinorosi avessero circondato minacciosi la sua auto, prendendola a calci. In vista del voto del 4 marzo, ma ogni giorno dell’anno e per tutti gli anni a venire, vanno garantiti gli spazi e le possibilità di espressione del pensiero e delle proposte politiche». E conclude: «Gli orizzonti della politica devono liberarsi dai virus dell’arroganza, dell’odio e della violenza, per lasciare spazio alla ragione, al confronto delle idee e alle competenze. Sono sicuro che il 4 marzo i livornesi si schiereranno con chi vuole un’Italia arricchita dal confronto civile, distante anni luce da queste violente provocazioni. Formulo l’auspicio che i responsabili vengano individuati al più presto, nel nome di una democrazia basata sul rispetto delle idee altrui senza compromessi».



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