Il Tirreno

Strada nel bosco non autorizzata

di Manolo Morandini
Strada nel bosco non autorizzata

Castagneto Carducci, i controlli dei carabinieri forestali Legambiente: «Chiederemo un supplemento d’indagini»

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CASTAGNETO CARDUCCI. L’opera è realizzata in assenza di autorizzazione paesaggistica. L’allargamento della strada viene ritenuto eccessivo. Questi i termini alla base dell’ipotesi di reato che i carabinieri forestali dallo scorso novembre hanno inviato per le rispettive competenze al Comune di Castagneto Carducci e alla Procura della Repubblica di Livorno. Le contestazioni investono il cantiere per la realizzazione di una strada nel bosco nella zona del Romitorio, sulle colline al confine tra Castagneto Carducci e San Vincenzo, a opera dell’azienda agricola La Valle di Donoratico. Controlli che sono partiti a seguito dell’esposto presentato da Legambiente che per denunciare quello che definisce «uno scempio» il 14 agosto aveva organizzato una marcia al tramonto lungo quel sentiero nel bosco trasformato in cantiere.

«In particolare, l’entità degli interventi rilevati dai Carabinieri forestali sono tali da richiedere la “autorizzazione paesaggistica” del Comune e non una semplice “comunicazione”, come l’azienda aveva documentato e trasmesso alle autorità competenti – affermano gli attivisti di Legambiente –. In pratica, non si tratterebbe, come da noi segnalato, di una semplice “manutenzione ordinaria” ma di un intervento di modifica del territorio e di “manutenzione straordinaria”. Abbiamo quindi chiesto al Comune di Castagneto Carducci di intervenire nei confronti degli abusi attestati dai Carabinieri forestali e siamo in attesa di vedere gli atti conseguenti».

Sulla base di documenti e testimonianze raccolte dai volontari di Legambiente potrebbero esserci ulteriori sviluppi. «Abbiamo trasmesso la nuova documentazione alle autorità inquirenti, in quanto riteniamo che gli interventi sull’ambiente siano stati più pesanti di quanto accertato fino al 15 novembre, chiedendo un supplemento di indagini. Il tracciato della strada esistente prima dei lavori si estendeva solo per alcune decine di metri, per il resto è stata ricavata su un sentiero largo un’ottantina di centimetri».

Il caso si presta per Legambiente a riaccendree i riflettori sul problema della accessibilità al pubblico di sentieri e percorsi «che negli ultimi anni sono stati sbarrati da cancellate e divieti da parte degli ultimi acquirenti. Le amministrazioni comunali devono tutelare il diritto dei cittadini la fruizione dei percorsi storici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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