Gioco
Cava di marmo, in consiglio si vota l’istanza di autotutela
SAN VINCENZO . Chiudere gli spazi all’apertura del sito di cava di marmo. Dodici ettari all’interno di una proprietà di 106, dentro i confini amministrativi di Castagneto Carducci ma con riflessi su...
SAN VINCENZO . Chiudere gli spazi all’apertura del sito di cava di marmo. Dodici ettari all’interno di una proprietà di 106, dentro i confini amministrativi di Castagneto Carducci ma con riflessi su San Vincenzo. Ci prova la lista d’opposizione Assemblea sanvincenzina (As) con una mozione al voto nella seduta consiliare di questo pomeriggio in cui propone di accogliere l’istanza di autotutela per rimettere ordine tra indirizzo politico e atti amministrativi del Comune di San Vincenzo.
«Il sindaco e la giunta prendono sottogamba la riapertura della cava del Broccatello – afferma la lista As –, nonostante l’ordine del giorno del 13 marzo 2015 votato all’unanimità in cui si impegna l’amministrazione a opporsi al passaggio dei mezzi pesanti, non ravvedono la necessità di dare indicazione agli uffici che anzi formulano un nuovo parere positivo su cui Castagneto ha già predisposto gli atti per l’approvazione della variante che permetterà la riapertura della cava». E ancora: «Solo noi riscontriamo un pericolo reale per il futuro del quartiere Acquaviva e di tutta San Vincenzo? ».
Il tracciato per la cava stando alla documentazione che fa parte della variante al piano strutturale del Comune di Castagneto Carducci è già deciso. “Partendo dalla Sp39 Vecchia Aurelia, attraverso la strada vicinale delle Rozze dell’Acquaviva e proseguendo per la strada vicinale del Verdello, che arriva direttamente alle aree di cava”, si legge nelle carte. Tutto in terra sanvincenzina, senza aver tenuto conto dell’esistente viabilità a servizio delle cave che insiste su Castagneto.
A Marzo 2015 in consiglio comunale approva un ordine del giorno all’unanimità in cui si impegna l’amministrazione a opporsi al passaggio dei mezzi pesanti. In precedenza, luglio 2014, l’allora dirigente dell’area Servizi per il territorio in risposta alla Marmi di Maremma Srl, che è titolare del sito di cava, senza contestare il transito dei camion si limitava a invitare la società “a fare una fideiussione a garanzia di eventuali danni”. L’altro documento è del 25 ottobre 2017, due pagine per concludere: “Il parere di competenza è favorevole”. E poco prima: “La valutazione per la variante al piano strutturale affronta tutti i temi prescritti dalla normativa”.
«I due pareri espressi, uno nel 2014 in totale autonomia senza alcun indirizzo politico e l’altro, addirittura, con chiaro indirizzo contrario a ottobre 2017, possono essere considerati abuso d’ufficio e per motivi di interesse pubblico ritirati con urgenza – affermano i consiglieri d’opposizione –. L’unica credibilità che resta ai nostri politici è approvare la nostra mozione».
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