Il dolore
Dal corso: «A noi conviene, ma capiamo i colleghi»
CECINA. Nessuno vuole essere ipocrita, né mancare di rispetto ai colleghi. Così Alberto Giusti della Libreria Lucarelli, in corso Matteotti, cerca di tirare le somme di un ragionamento. «A noi è...
CECINA. Nessuno vuole essere ipocrita, né mancare di rispetto ai colleghi. Così Alberto Giusti della Libreria Lucarelli, in corso Matteotti, cerca di tirare le somme di un ragionamento. «A noi è chiaro che faccia piacere che il mercato venga qua, perché porta un maggior giro di clienti. Ma capisco perfettamente i colleghi della parte sud del corso, che invece dovranno fare a meno di una fetta importante di persone. È difficile mettere d’accordo tutti in questa circostanza». Lo ha detto a modo suo anche Marco Brilli, produttore di miele, durante Caffè Tirreno al bar Roma. «La nuova posizione in piazza Guerrazzi facendo un discorso egoistico mi agevola. Ma ad altri produttori avere la possibilità di utilizzare il furgone come base dietro il bancone è importante». Durante il confronto con i giornalisti, Brilli ha anche ricordato che esiste un decreto della Regione Toscana che impedisce di far togliere ai mercatari il loro furgone. «Insomma se il banco e il furgone non c’entrano deve essere trovata una diversa collocazione - spiega il commerciante - E sul piano della sicurezza se venissero fatti i necessari controlli eviteremmo che molti uscissero con la loro merce dagli spazi assegnati, finendo per creare le condizioni per cui non possono passare i mezzi di soccorso. Se si applicassero le leggi non sarebbe necessario spostare il mercato».
Stati d’animo opposti dall’altra parte di corso Matteotti e dintorni. Anna Cipollano, cotitolare dell’attività che ha sede lungo la via Aurelia “Sapori veri”, si dice contraria allo spostamento del mercato nel centro del paese: «Le attività commerciali come la mia verranno danneggiate dallo spostamento, soprattutto nel periodo estivo con l’arrivo dei turisti e l’incremento delle vendite. Le attività posizionate dietro i banchi del mercato sono comunque favorite da una maggiore vendita il martedì mattina. Con lo spostamento la parte sud della via Aurelia diventerà una zona morta».
Un allarme lanciato anche dagli altri commercianti di quelle vie, riunitesi in una petizione che ad oggi conta oltre cento cinquanta firme, di negozianti ma anche di clienti.
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