Il dolore
La rivolta dei pescatori sfrattati dal porto
I titolari dei pescherecci ricevuti in Prefettura: «Ci rivolgeremo alla Regione, dal Comune soltanto promesse»
ROSIGNANO. «L’ultima volta che siamo andati in Comune ci è stato detto che la concessione sarebbe stata cambiata entro la fine dell’estate. Ma ad oggi non è ancora stato fatto niente». Sono stanchi di quelle che considerano soltanto promesse. Sale la rabbia dei pescatori di Rosignano, che hanno le loro imbarcazioni ormeggiate al porto turistico Marina Cala de’ Medici. I proprietari dei pescherecci (Mirko Ulivieri, Marco Tarchi, Simone Sardone e Massimo Piccinetti) avrebbero dovuto lasciare la banchina di sopraflutto entro il 31 maggio dello scorso anno. Questo sulla base di un accordo con il porto - che avrebbe stralciato il pagamento delle quote di occupazione degli spazi all’interno dell’infrastruttura.
Loro non sono andati via. Tutt’altro. Hanno avviato una battaglia per chiedere che venga loro garantita la possibilità di proseguire l’attività lavorativa. «Noi dobbiamo lavorare - ripetono - e ci devono mettere in condizioni di farlo, abbiamo delle famiglie». Così dalla primavera del 2017 hanno avviato un confronto serrato non solo con il porto, ma anche con l’amministrazione. L’obiettivo è quello di ottenere una revisione della concessione del porto, inserendo la possibilità di ormeggiare non solo imbarcazioni da diporto ma anche pescherecci.
«Siamo andati in Comune svariate volte - ripetono -, ci dicono di avere pazienza e promettono che una soluzione verrà trovata. Ma così non è stato. Già siamo rimasti pochi a fare questa professione, toglierci anche i posti barca vuol dire far morire la nostra attività. E lasciare noi senza lavoro e le nostre famiglie senza un introito».
Piccinetti, uno dei quattro pescatori, è riuscito a trovare un posto al porto di Cecina, «ma voglio tornare a Rosignano, quella è la mia zona di pesca». A Cecina gli spazi sono per le barche da pesca sono già terminati». «E oltretutto a Vada non possiamo andare - dicono - perché il fondale è basso e rovina le barche».
Così fino ad ora i pescatori hanno deciso di restare al Cala de’ Medici. Anche se nelle prossime settimane chi di loro ha firmato l’accordo con il porto lo scorso maggio dovrà lasciare il porto di Rosignano. «Tarchi deve portare via la barca entro sabato prossimo - spiega Sardone -, Ulivieri entro fine mese. Piccinetti è andato a Cecina ma è interessato a tornare e porta avanti con noi la battaglia. Io la scorsa primavera non ho firmato l’accordo con il porto e quindi resto». Ieri mattina i pescatori sono stati ricevuti in prefettura. «Ci è stato detto che la prefettura - dicono - scriverà al Comune per chiedere chiarimenti. Intanto noi ci rivolgeremo anche alla Regione. Non si possono permettere di chiamarci abusivi, buttandoci in mezzo a una strada».
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