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Il fronte del No raccoglie 160 firme: «Così chiudiamo»

Il fronte del No raccoglie 160 firme: «Così chiudiamo»

CECINA. Al bar Roma arriva Luca Pratesi son i fogli ben sistemati in due cartelline trasparenti. Sopra, impressi a penna, ci sono circa cento sessanta nomi, raccolti negli ultimi giorni tra i clienti...

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CECINA. Al bar Roma arriva Luca Pratesi son i fogli ben sistemati in due cartelline trasparenti. Sopra, impressi a penna, ci sono circa cento sessanta nomi, raccolti negli ultimi giorni tra i clienti e i commercianti di quel tratto di corso Matteotti che dovrà dire addio ai banchi. «Abbiamo raccolto un sacco di firme per dire No al trasferimento del mercato, che per noi significa un colpo durissimo - spiega Pratesi, titolare del bar Italia - Il martedì fa la differenza nel nostro tratto, specialmente d’estate. Ora invece va tutto in centro e a noi il Comune non fa neanche il marciapiede. Vorremmo mettere un gazebo, ma in quelle condizioni è impensabile». Franco Rindi di Satoma è altrettanto critico. «È già stato tutto deciso nelle stanze dei bottoni. Il confronto serve solo per dare l’impressione che si vogliano ascoltare i commercianti e i cittadini anche se niente verrà poi mutato di una virgola. La scelta di spostarlo è propedeutica alla desertificazione della zona ad oggi occupata dal mercato così com’è avvenuto con la creazione della Ztl». Stefania Gallandini a un’ottica proprio di fronte ai portici e per lei il mercato resterà. Ma i suoi dubbi sono altri: «Chiudere via Marconi significa bloccare l’accesso in centro: il flusso in questa direzione non agevolerà per niente i commercianti». Secondo Francesca Bortacchiello, commessa di abbigliamenti in piazza della Libertà, cambierà poco per la sua zona, anche se «ci sono dei negozi che hanno altra clientela rispetto al mercato», dice. Però, «sulla viabilità sono d’accordo se riesce ad alleggerire il traffico e il caos che ogni martedì si crea in piazza della Libertà». Marco Brilli poi, produttore di miele, confida il suo pensiero. «La nuova posizione in piazza Guerrazzi facendo un discorso egoistico mi agevola. Ma ad altri produttori avere la possibilità di utilizzare il furgone come base dietro il bancone è importante. Tra l’altro c’è un decreto della Regione Toscana che impedisce di far togliere ai mercatari il loro furgone. Insomma se il banco e il furgone non c’entrano deve essere trovata una diversa collocazione. E sul piano della sicurezza se venissero fatti i necessari controlli eviteremmo che molti uscissero con la loro merce dagli spazi assegnati, finendo per creare le condizioni per cui non possono passare i mezzi di soccorso. Se si applicassero le leggi non sarebbe necessario spostare il mercato».



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di Redazione web