Il Tirreno

Raffica di furti nelle abitazioni in quattro ore

di Alfredo Faetti
Raffica di furti nelle abitazioni in quattro ore

Tre appartamenti messi a soqquadro dai ladri: bottino da migliaia di euro tra soldi e gioielli 

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ROSIGNANO. Tre colpi in meno di quattro ore, simili in tutto e per tutto. Nella tecnica di scasso, con i vetri spaccati e i chiavistelli degli infissi forzati fino a farli cedere. Nella scelta degli obiettivi, ricaduta su appartamenti vuoti al momento del raid. E nella refurtiva accumulata, fatta di contatti e gioielli ma non di tablet, cellulari o altri oggetti elettronici, forse perché difficili da piazzare nel mercato nero. Anche la zona è la stessa: il centro di Rosignano Solvay. È stato un pomeriggio movimentato quello di giovedì 27 gennaio nella frazione, in cui i ladri hanno messo a soqquadro le abitazioni portando via quanto più hanno potuto, lasciando ai legittimi proprietari l’amara sorpresa al momento del ritorno. «Servono controlli maggiori», dicono i residenti.

Via Champigny, via Lavagnini e via Mascagni: sono queste le strade scelte dai ladri, anche se è difficile capire in quale ordine. Le vittime hanno scoperto i furti a cose fatte e l’unica ricostruzione possibile ad ora è che tutti e tre i colpi sono stati messi a segno dalle 18 alle 22 di giovedì. I carabinieri stanno comunque indagando su tutte le possibili piste lasciate dai malviventi, anche se sarà difficile riuscire a risalire alla refurtiva, vista la facilità con cui è possibile rivenderla sul mercato. I ladri hanno portato via soltanto soldi contanti e preziosi, lasciando al loro posto televisioni, telefoni, tablet, computer e altri apparecchi che comunque hanno un certo valore sul mercato. Il motivo potrebbe essere legato alla difficoltà dei criminali di venderli a qualche ricettatore; al contrario, i gioielli possono avere una richiesta più fertile nel mondo del mercato nero.

Massimiliano Catarsi è uno delle vittime del raid di giovedì pomeriggio. «Se n’è accorta mia moglie quando è tornata a casa con nostro figlio, introno alle 22.40», racconta. La famiglia infatti è titolare di un ristorante a Vada dove, tra l’altro, nell’inverno del 2016 era già stata vittima dei ladri: in quell’occasione presero di mira un appartamento sopra al locale, mettendo insieme un bottino da svariate centinaia di euro. Ma torniamo a giovedì sera: la donna arriva a casa dopo aver smontato dal ristorante, gira la chiave nella serratura e non appena fatto il primo passo in casa vede tutte le stanze a soqquadro. Veloce esce dall’appartamento chiudendo la porta dietro a sé e telefona al marito. Lui arriva di corsa e insieme cercano di capire cosa sia avvenuto. I ladri sembrano siano entrati da una porta a vetri che dà sull’esterno, sfondandola, per poi mettere mano ad ogni cassetto, mobile e sgabuzzino della casa in cerca di soldi e gioielli. Ai proprietari infatti sembra che non manchi altro, benché già questo bottino ammonti a un migliaio di euro almeno. Catarsi ha subito telefonato ai carabinieri, arrivati sul posto dalla stazione di Cecina, per poi recarsi la mattina dopo nella caserma di Rosignano per presentare formale denuncia.

Lo stesso copione si è ripetuto anche negli altri due casi, quello di via Lavagnini e via Champigny, con le entrate scassinate e tutte le stanze messe a soqquadro in cerca della refurtiva. I ladri (anche se ad ora è difficile stabilire se si sia trattato di una o più persone) sono riusciti a fuggire e non sembra ci siano immagini registrate o testimoni che permettano di risalire alla loro identità. Ma le indagini da parte dei carabinieri sono state avviate, nella speranza che i malviventi vengano scovati e insieme a loro venga ritrovato anche il bottino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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