Sicurezza
Casa di riposo, il Comune vince anche il secondo round
Il Tar ha respinto il nuovo ricorso della proprietà di Villa San Giovanni Palazzo civico può chiedere l’applicazione dell’ordinanza di chiusura
ROSIGNANO. Arriva a pochi giorni di distanza dal pronunciamento del Consiglio di Stato il secondo round della vertenza su Villa San Giovanni, la casa di riposo al centro di un contenzioso con l’amministrazione comunale di Rosignano che ne ha decretato la chiusura.
Il 24 gennaio il Tar si è pronunciato sul secondo ricorso presentato dalla proprietà della casa di riposo di via Monte alla Rena, la Dotto srl, contro l’ordinanza di chiusura. Il tribunale amministrativo toscano ha confermato il parere negativo già espresso nel suo primo pronunciamento, questo in merito all’ordinanza di adeguamento della struttura, parere confermato dal Consiglio di Stato il 18 gennaio.
L’amministrazione comunale ha emesso infatti due ordinanze: la prima di adeguamento, la seconda di chiusura.
Il Tar nel suo ultimo pronunciamento ha respinto il ricorso contro la seconda ordinanza, la 653 del 7 dicembre 2017.
Il tribunale toscano prede atto di quanto rilevato dal Consiglio di Stato il 18 gennaio 2018, «in ordine alla mancata emersione in giudizio che appare pienamente estensibile anche alla nuova istanza cautelare proposta con i motivi aggiunti, trattandosi, in buona sostanza, di istanza fondata sulla medesima documentazione depositata in Consiglio di Stato».
Afferma ancora che «la detta documentazione risulta parzialmente contrastante con quanto accertato in precedenza dagli organi sanitari e con quanto certificato dai medici di famiglia in precedenti occasioni» e che «non è finora emersa nel procedimento una chiara volontà della ricorrente di adeguare la struttura ai requisiti prescritti per ospitare persone non autosufficienti e che pertanto appare pienamente legittimo l’ordine di chiusura da ultimo emanato».
Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana (Sezione Seconda), respinge quindi la nuova istanza cautelare proposta con i motivi aggiunti depositati in data 21 dicembre 2017. «La presente ordinanza - si legge nella sentenza - sarà eseguita dall'Amministrazione».
L’ufficio legale di Palazzo civico sta valutando come precedere, ovvero se applicare l’ordinanza di dicembre o formularne una nuova. (m.m.)
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