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CASTAGNETO CARDUCCI. Una bolla di sapone. Il rosso pompeiano che da sempre le rende le riconoscibili è destinato a scolorire. E chissà per quanto ancora. Al pari del degrado che da tempo ne segna il...
CASTAGNETO CARDUCCI. Una bolla di sapone. Il rosso pompeiano che da sempre le rende le riconoscibili è destinato a scolorire. E chissà per quanto ancora. Al pari del degrado che da tempo ne segna il volto. La svolta per le tre case cantoniere Bolgheri, Accattapane e Santa Costanza, che affacciano sulla statale 1 Aurelia tra Castagneto Carducci e San Vincenzo finisce in un vicolo cieco. Il progetto pilota lanciato da Anas nell’estate 2016 per trasformarle in alberghi, ristoranti, bar e punti di informazione si chiude con un flop.
«Avevamo individuato 30 case cantoniere sul territorio nazionale da riqualificare in funzione turistico-ricettiva nell’ambito di un progetto pilota – dicono dalla società Anas –. Il primo bando di gara per l’affidamento in concessione degli immobili ha ricevuto 12 proposte di cui tre andate a buon fine, che però non riguardano gli immobili in Toscana. Il progetto pilota ha comunque consentito di individuare alcune criticità, attualmente in corso di approfondimento al fine di riproporre il progetto con nuove modalità». Ed è l’unico spiraglio a cui guardare per ripensare quegli immobili precipitati in una crisi d’identità e che l’abbandono ha trasformato in monumenti allo spreco.
Anas nell’estate del 2016 sul territorio aveva organizzato degli incontri informativi per stimolare gli operatori del settore turistico ad aderire al bando per la concessione d’uso. Il progetto che prometteva di ridare nuova vita alle case cantoniere dismesse è frutto della collaborazione con il Ministero per i Beni culturali, quello delle Infrastrutture e dei trasporti e l’Agenzia del demanio sulla base di un protocollo sottoscritto a dicembre 2015. E la zona aveva registrato un piccolo primato a fronte dei 30 immobili individuati in Italia nella prima fase del progetto tre dei 4 in Toscana, l’altro è a Rapolano Terme, si trovano tra Castagneto San Vincenzo.
Si chiamano Bolgheri, Accattapane e Santa Costanza e in tutte e tre le cantoniere le porte sono murate, gli interni depredati, così come gli infissi e le grondaie di rame. Nell’edificio a due passi dall’inizio del viale di San Guido da anni è crollato anche parte del tetto. E in questo caso per ripensare l’edificio sarà necessario demolirlo e ricostruire dalle fondamenta. A stimolare le offerte nel caso di San Vincenzo non è servito neppure c’è il consistente incremento di volumi con nuove strutture per circa 150 metri quadrati di superficie utile. Il tutto sfruttando le previsioni urbanistiche che risultano dalla lottizzazione Pian degli ulivi.
I Comuni di San Vincenzo e Castagneto Carducci nell’estate del 2016 avevano sottoscritto il protocollo con Anas impegnandosi ad adeguare gli strumenti urbanistici e a creare tavoli operativo per dare gambe alle riqualificazioni. Invece, si ritrovano con tre monumenti all’incuria.
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