Gioco
Ha scelto Bolgheri il guru dei grandi vini nel mondo
Il francese Eric Morlot vive nel borgo carducciano con la moglie e i figli piccoli e da lì invia i migliori marchi italiani ed esteri ai collezionisti di tutto il pianeta
CASTAGNETO CARDUCCI . Dalla Francia a Bolgheri. Il luogo scelto per vivere e lavorare. Un territorio che fin da bambino Eric Morlot frequentava con la famiglia, in particolare Campiglia Marittima, dove trascorreva le estati in vacanza. Il vino è arrivato alla fine degli anni ’90, dopo una lunga formazione (il prestigioso Master dell’Oiv) che lo ha portato a visitare, in meno di un anno, oltre venticinque paesi del mondo. Ha così importato in Francia grandi vini del mondo, per nomi quali Angelo Gaja, Vega Sicilia, Alvaro Palacios, solo per citarne alcuni e organizzato eventi in ambienti prestigiosi come la catena Ritz, il George V a Parigi, Alain Ducasse... E continua a vendere vini al mondo ma con sede a Bolgheri, dove ha la sua società Mondivino con la moglie Antonella. Proprio recentemente ha selezionato due etichette per il matrimonio di uno dei soci di Facebook che si è sposato in Toscana. «Collaboro con Olivier Poussier, miglior sommelier del mondo 2000 – ci racconta -. Sono il referente di collectors di tutto il mondo, il mio lavoro, in questo caso, è di cercare bottiglie prestigiosissime ma soprattutto rare. Le bottiglie devono essere perfette. Nel mondo dei grandi vini ci conosciamo tutti e la fiducia è uno degli elementi fondamentali. Non si possono commettere errori, altrimenti sei fuori».
Da Castagneto Carducci servono oltre 40 Paesi: dalla Malesia al Vietnam, dalla Korea alla Arzeibajan. «Per l’80% i vini più ricercati della costa sono i supertuscan –racconta Morlot - da Sassicaia a Ornellaia, Masseto, Lodovico della Tenuta di Biserno... e principalmente vecchie annate. Quando riceviamo un’offerta, sia da un privato che da una società, verifichiamo di persona lo stato delle bottiglie, quindi le etichette, il livello, il tappo etc… Sui grandi vini girano purtroppo troppi falsi e bisogna fare attenzione. Quando le bottiglie raggiungono un determinato valore spesso ci interfacciamo con la cantina d’origine. Al fine di verificarne l’autenticità. È anche capitato che un cliente asiatico, che serve essenzialmente ristoranti di alta classe, sia venuto a verificare di persona l’esistenza delle bottiglie». Un lavoro certosino insomma. «Non ci limitiamo – continua – a comprare e vendere vino, ogni giorno cerchiamo bottiglie rare. Lo consideroanche un lavoro di promozione del territorio. Sul mercato mondiale c’è una grande concorrenza ma come francese sono molto fiducioso perché l’Italia ed in questo caso la Toscana ha fatto dei passi da gigante e la qualità dei suoi vini è sempre in aumento. Tra le bottiglie più eccezionali che abbiamo trovato, Ornellaia 1984 firmata da Lodovico Antinori, la Magnum di Sassicaia 1985, la prima annata del Merlot Masseto 1986 ...»
L’amore per Bolgheri non riguarda solo i vini. «I miei figli piccoli frequentano la scuola di San Guido. E ho già 3 figli che vivono in Francia. Per me, come francese, era un sogno fargli frequentare la scuola dove è nato Sassicaia. Speriamo che ci siano delle elementari in futuro. Amo Castagneto Carducci - conclude -: è una meraviglia vivere in questi posti. Amo la cucina italiana, e i ristoranti ti fanno sentire sempre a casa. Insomma qui si mangia e beve bene, non c’è niente da invidiare alla Francia!»
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