Il Tirreno

Segnala una siringa abbandonata e viene minacciata

di Alfredo Faetti
Segnala una siringa abbandonata e viene minacciata

L’episodio all’ospedale di Cecina: la donna è stata circondata da alcune persone. Il caso denunciato alla polizia

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CECINA. Una siringa abbandonata in un’aiuola, ancora. Questa volta è capitato non distante dall’ospedale e chi l’ha notata ha dovuto fare i conti anche con delle minacce, arrivate da un gruppetto di persone dopo che aveva denunciato la degradante scoperta. La signora in questione infatti ha prima segnalato la siringa da insulina agli agenti di sicurezza del presidio e poi, quando è tornata da sola alla sua auto per andarsene, è stata avvicinata da questi loschi tipi che le hanno detto in malo modo di farsi i fatti suoi (usando un eufemismo) se non voleva andare incontro a ritorsioni. Il gruppetto però ha fatto i conti senza l’oste, non solo perché la signora non manca in temperamento, ma anche perché è un’impiegata della polizia stradale e pochi istanti dopo ha denunciato questo minacce al commissariato.

A raccontare l’ennesimo ritrovamento della siringa, condito questa volta dalle parole violente, è Mario Memoli, il figlio della donna, attraverso i social. «Mi rivolgo alle autorità e all’amministrazione comunale di Cecina perché vengano presi dei provvedimenti seri riguardo all’accaduto», dice l’uomo. I fatti sono avvenuti intorno alle 9. 30, quando la signora è uscita dall’ospedale di Cecina dove si era recata per ritirare delle analisi. Incamminandosi verso la sua auto, ha notato in terra, tra l’erba di un’aiuola, una siringa abbandonata, così l’ha fotografata ed è tornata indietro per avvertire il personale di sicurezza. Quando è tornata indietro insieme agli agenti però la siringa era sparita, sebbene fosse rimasto ben chiaro il solco sul terreno. A questo punto gli agenti hanno chiesto a dei passanti se avessero visto qualcosa, sentendosi rispondere che un gruppo di persone «che normalmente stanno nel parcheggio ospedaliero ha rimosso la siringa ed scappato», racconta Memoli sul web. Persone straniere, di origine nord africana sembrerebbe.

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La storia poteva quindi fermarsi qui, con la segnalazione della signora e le fotografie messe a disposizione del personale di sicurezza. Invece, quando la donna si è avvicinata alla sua auto da sola per tornare a casa, quelle stesse persone l’hanno avvicinata con fare minaccioso. «L’hanno accerchiata e minacciata dicendole di farsi letteralmente “i fatti suoi”, altrimenti ci sarebbero state conseguenze visto che era una femmina», continua il figlio. Ma la signora non si è persa d’animo: ha tenuto testa al gruppetto e poi ha denunciato tutto alla polizia: sia il ritrovamento, con tanto di foto, sia le minacce subite.

Oltre all’amaro per le parole violente, Memoli pone comunque l’accento sul degrado legato a questo continuo ritrovamento di siringhe. «Vi sembra normale che nel 2018 dobbiamo stare attenti dove mettiamo i piedi, soprattutto i nostri figli, perché rischiamo di bucarci con delle siringhe? – si chiede l’uomo – Dov’è la sicurezza dei cittadini, specialmente in ospedale? E che una donna sola non possa più essere libera di andare dove vuole?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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