Il Tirreno

la difesa della costa

Erosione, parte la lettera a Regione e ministeri

di Manolo Morandini
Erosione, parte la lettera a Regione e ministeri

Il sindaco sollecita un sopralluogo e opere tampone per contenere i danni

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CECINA. «C’è un’erosione fortissima che a ogni mareggiata può arrivare a cancellare da uno a due metri di arenile, oltre alla pineta. È un fenomeno erosivo che non ha ancora trovato un equilibrio». A dare la misura di quello che dice essere visibile a chiunque è il tenente colonnello Massimo Celati dei carabinieri forestali di Cecina, che hanno la responsabilità della riserva biogenetica, in tutto 15 chilometri di litorale a nord e a sud di Marina. Non si fa illusioni il tenente colonnello Celati: «È una pia illusione pensare di fermare il moto ondoso. In passato c’abbiamo provato con schermature in ramaglie di scopa, tronchi e palizzate di castagno. Ma è stato inutile».

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La parte di pineta più indifesa e fragile corre lungo il litorale di 6 chilometri tra Marina e Bibbona. E qui, stando ai tempi indicati dalla Regione, il cantiere per il ripascimento e riequilibrio della costa non partirà prima dell’autunno 2019. Il genio civile sta lavorando alla progettazione preliminare, che sarà terminata entro maggio. Ma da più parti si teme che quella spiaggia non riesca a reggere altre due stagioni di mareggiate. «In modo formale domani invieremo una lettera per sollecitare un sopralluogo nella zona del Tombolo sud all’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni e ai ministeri competenti, quello dell’Ambiente per la parte a mare e quello delle Politiche agricole per la riserva biogenetica – afferma il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. A seguito delle ultime due mareggiate e delle nuove allerte meteo non c’è tempo da perdere. Serve un iter accelerato per il progetto di messa in sicurezza della pineta e protezione di quel tratto di costa».

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L’assessore regionale Fratoni è al corrente della situazione. «Le abbiamo già segnalato la situazione di criticità anche con l’invio di alcune immagini di quel tratto di litorale, chiedendo un incontro sul posto – sostiene il sindaco –. C’è da valutare se sono possibili degli interventi immediati per contenere il danno in attesa che il progetto di protezione della costa sia cantierabile». Che aggiunge: «Tra l’altro sarà necessario fare una procedura di valutazione d’impatto ambientale perché oltre al ripascimento della spiaggia sono previsti dei pennelli in mare che se non adeguatamente studiati finirebbero per spostare il problema». Lippi sollecita una logica di riduzione del danno: «Credo si possa valutare nei tratti dove è maggiore l’aggressione del moto ondoso di realizzare delle palizzate recuperando i tronchi dei pini abbattuti a causa dell’erosione».

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Il tenente colonnello Massimo Celati indica l’esperienza di gestione della duna nella zona della Mazzanta. «Se c’è un’indicazione sulla scorta dell’esperienza sul campo, e non certo come esperto, viene dalla gestione nella zona del Tombolo nord – dice –. Qui, in mare c’è una prateria di posidonia e quella spiaggiata riesce a frenare il moto ondoso. È stato realizzato un cordone di posidonia e sabbia a ridosso dell’area pinetata che nel tempo si è consolidato e sta dando luogo a una formazione dunale che si sta rinverdendo. E non c’è più il fenomeno di erosione». E conclude: «Dove la posidonia non c’è, come al Tombolo sud, non vedo alternative a realizzare un progetto di ripascimento e di pennelli in mare. Quello alle Gorette e a Marina stanno dimostrando di dare buoni risultati. Se la Regione Toscana investe in un progetto del genere andrà sicuramente a beneficio della riserva biogenetica».


 

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