Sicurezza
le osservazioni contro
La Valle dei profumi «Spazio anche a noi»
ROSIGNANO . Come si concilia il progetto la “Valle dei profumi” con l’ampliamento della discarica di Scapigliato? Questa la domanda che viene posta alla Regine Toscana e che è inserita nelle oltre...
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ROSIGNANO . Come si concilia il progetto la “Valle dei profumi” con l’ampliamento della discarica di Scapigliato? Questa la domanda che viene posta alla Regine Toscana e che è inserita nelle oltre seimila osservazioni presentate dai cittadini relative al progetto di ampliamento della discarica. Il progetto “Flora aromatica Santa Luce e la Valle dei Profumi” finanziato dalla Regione Toscana e portato avanti dall’università di Firenze, coinvolge alcune imprese dei Comuni di Santa Luce, Orciano, Crespina, Lorenzana, Chianni, Casciana Terme, Lari e Castellina Marittima e prevede la «realizzazione di una filiera agro industriale - si legge nel documento inviato alla Conferenza dei Servizi - delle Piante Officinali presenti sul territorio nonché la valorizzazione dello stesso in un ottica turistica attraverso proprio la realizzazione della Valle dei Profumi».
La preoccupazione è che «la discarica e il suo ampliamento diventerebbe un ulteriore danno per tutti coloro che stanno portando avanti un’agricoltura biologica e la realizzazione di agriturismi e attività legate al territorio» incidendo dunque anche sugli aspetti occupazionali. Infine: «viene da chiedersi come la Regione pensi di conciliare questo progetto con l’ampliamento della discarica e con i suoi profumi». All’interno delle osservazioni presentate dai cittadini si fa riferimento al fatto che Scapigliato è nata nel 1982 con «un’ampiezza di 4 ettari con lo scopo di raccogliere rifiuti dal Comune di Rosignano Marittimo, che è stata progressivamente ampliata fino raggiungere agli attuali circa 80 ettari» e che è posta «in una zona essenzialmente agricola» e agrituristica. Una zona abitata da circa 7000 persone, e dove «il futuro è l’agricoltura di qualità e biologica», già in parte praticata. In altre osservazioni viene fatto riferimento anche all’area naturalistica del Lago di Santa Luce.
Di fatto i cittadini che hanno inviato le osservazioni in Regione sottolineano come la discarica di Scapigliato «oggi si propone, con il progetto presentato, come un riferimento per tutti l’Ato Costa», con un impatto notevole sul territorio. Dove «in questi anni non è stato portato avanti alcun progetto finalizzato ai rifiuti zero, nonostante ci siano esempi in Toscana sul valore di questo obiettivo».
La preoccupazione è che «la discarica e il suo ampliamento diventerebbe un ulteriore danno per tutti coloro che stanno portando avanti un’agricoltura biologica e la realizzazione di agriturismi e attività legate al territorio» incidendo dunque anche sugli aspetti occupazionali. Infine: «viene da chiedersi come la Regione pensi di conciliare questo progetto con l’ampliamento della discarica e con i suoi profumi». All’interno delle osservazioni presentate dai cittadini si fa riferimento al fatto che Scapigliato è nata nel 1982 con «un’ampiezza di 4 ettari con lo scopo di raccogliere rifiuti dal Comune di Rosignano Marittimo, che è stata progressivamente ampliata fino raggiungere agli attuali circa 80 ettari» e che è posta «in una zona essenzialmente agricola» e agrituristica. Una zona abitata da circa 7000 persone, e dove «il futuro è l’agricoltura di qualità e biologica», già in parte praticata. In altre osservazioni viene fatto riferimento anche all’area naturalistica del Lago di Santa Luce.
Di fatto i cittadini che hanno inviato le osservazioni in Regione sottolineano come la discarica di Scapigliato «oggi si propone, con il progetto presentato, come un riferimento per tutti l’Ato Costa», con un impatto notevole sul territorio. Dove «in questi anni non è stato portato avanti alcun progetto finalizzato ai rifiuti zero, nonostante ci siano esempi in Toscana sul valore di questo obiettivo».
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