Il Tirreno

Giù il camino, la Solvay cambia volto

di Alfredo Faetti
Giù il camino, la Solvay cambia volto

La società abbassa la ciminiera di 40 metri per via della manutenzione, trasformando l’immagine che dura da un secolo

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ROSIGNANO. La cartolina industriale non sarà più la stessa. Viaggiando lungo la via Aurelia, oppure in un’altra delle strade che circondano lo stabilimento, il colpo d’occhio dovrà fare a meno di uno dei camini che da sempre fa parte della Solvay. Sono in corso dei lavori per ridurlo, abbassandolo di circa quaranta metri, così da razionalizzare i costi e assicurare una giusta sicurezza a chi lavora all’interno dell’impianto. Un intervento programmato e legato a doppio filo con la recente inaugurazione della centrale a biogas, che ha ridotto al minimo indispensabile l’importanza della caldaia a cui il cammino è collegato. Ma è difficile non restare colpiti da un cambiamento simile nell’immagine che nel corso dell’ultimo secolo è entrata a far parte del dna rosignanese.

E infatti c’è chi se n’è accorto viaggiando con la propria macchina attorno all’impianto, dando vita così alle ipotesi più fantasiose su cosa stessero facendo quelle gru e quegli operai sulla ciminiera. Demolizione, smantellamento, rischio sismico: il vortice di suggestioni si deve però fermare a un aspetto più tecnico. Il camino, oggi alto novantasei metri circa, sarà praticamente dimezzato, ridotto di quaranta metri. Operazione che già aveva riguardato un’altra ciminiera un po’ di tempo fa. Il motivo è molto semplice: il camino in questione è collegato a una caldaia divenuta adesso quasi obsoleta per il processo produttivo, dato che la sua mansione verrà svolta dalla nuova centralina a turbogas. Certo, la caldaia resterà al suo posto tante le volte il nuovo impianto dovesse avere qualche problema, ma continuerà la sua esistenza in stand by. Un cambiamento che ha portato la società a decidere di intervenire sul camino, per due motivi sostanziali: il primo è legato alla manutenzione, perché accorciarlo di quasi la metà permetterà di ridurre gli interventi necessari per mantenerlo e di conseguenza di abbattere i costi; il secondo, invece, consiste in una maggiore sicurezza, visto che una struttura simile così alta può sempre rappresentare una sorta di pericolo per chi le cammina attorno.

Quindi, a livello tecnico, cambia poco se non nulla. L’impatto d’occhio, invece, non può evitare di notare la differenza rispetto agli ultimi cent’anni, visto che la caldaia è nata insieme all’impianto stesso. In qualche modo, anche quel camino racconta i tempi che cambiano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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