Il Tirreno

la difesa della costa

Addio a un altro pezzo di pineta

di Manolo Morandini
Addio a un altro pezzo di pineta

L’erosione cancella un tratto della strada antincendio, gli effetti nel Tombolo sud

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CECINA. La pista antincendio si apre sulla spiaggia. Non è un errore dei forestali che negli scorsi anni l’hanno realizzata. Qui sono stati cancellati almeno 50 metri di pineta. Inghiottiti dal mare che si prende nuovi spazi. Inghiotte la sabbia. Mangia il terreno e abbatte la vegetazione. Il tracciato della strada che corre a ridosso dell’arenile nell’arco di un anno si trova a fare i conti con l’erosione che in corrispondenza del Tombolo sud sembra una forza inarrestabile.

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Si dice che è il mare a mangiarsi la spiaggia, ma è una prospettiva ribaltata. Che scarica sulla natura il peso di una realtà condizionata dalla mano dell’uomo. I monitoraggi registrano che qui l’erosione c’è fin dal 1938. Eppure, è indubbio che negli ultimi anni abbia un passo diverso. Accelerato, al punto che ad ogni mareggiata lo schiaffo lascia segni indelebili. L’ultima, per quanto violenta, con folate di libeccio fino a 100 chilometri all’ora a gonfiare le onde, ha cancellato quasi un metro di vegetazione. Il riferimento sul campo è una capanna improvvisata con dei tronchi, realizzata poco più a nord dell’ingresso alla spiaggia per cani. Il pino che le faceva ombra si è arreso. Scalzato al piede c’è crollato sopra. Quello che in corrispondenza dell’abitato di Marina di Cecina respinge l’urto del mare finisce per scaricarne la forza più a sud. L’erosione corre. Qualunque elemento preso a riferimento restituisce la misura di ciò che non c’è più. A tratti è ridotta a poco più di un budello la spiaggia. La duna, con il ginepro coccolone e il resto della vegetazione, da anni è stata cancellata. Lo schermo non c’è più. I pini marittimi si sono ritrovati in prima linea. Impreparati. Inadatti. Non resistono al sale marino, che sulle piante ha un effetto corrosivo.

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Possibile che in questi anni non si sia potuto fare niente? Siamo in piena riserva biogenetica: 6 chilometri di pineta fragile e indifesa tra Marina di Cecina e Bibbona. Progettare e finanziare un piano per difendere il Tombolo sud significa investire nel futuro. Stando al cronoprogramma degli interventi pianificati dalla Regione Toscana la progettazione preliminare del ripascimento e riequilibrio nel tratto a sud del fosso della Cecinella e il monitoraggio dell’evoluzione della costa si concluderanno a maggio di quest’anno. Tuttavia, i più ottimisti prevedono che si potrà mettere mano al cantiere non prima dell’autunno 2019.

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Ancora due stagioni di mareggiate che in quella spiaggia sono come frustate. In attesa del progetto per smorzare l’azione del mare sarebbe auspicabile almeno proteggere i tratti più esposti dei pini rimasti a difesa dell’entroterra. E di tronchi da recuperare per alzare palizzate e steccati purtroppo su quella spiaggia non mancano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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