Il Tirreno

L’abbraccio del paese a Talani

di Manolo Morandini
L’abbraccio del paese a Talani

San Vincenzo, una folla commossa tra amici e parenti al funerale del maestro morto all’età di 63 anni

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SAN VINCENZO. «Sarà uno spasso», scrive il maestro Giampaolo Talani. Capelli al vento, un pesce nel taschino della giacca, una rosa in mano, una barca di carta sotto il braccio. La vita e la sua caducità. Tutto si materializza ascoltando le sue parole che risuonano nella chiesa di San Vincenzo Ferreri, lette al termine del suo funerale. In quel brano “Un forte vento di mare” c’è il suo saluto. Il pittore si è arreso a un male incurabile la mattina del 16 gennaio, all’ospedale di Cisanello a Pisa. Avrebbe compiuto 63 anni il 13 marzo. Ascolti. Sposti la visuale sulle pareti. Osservi il ciclo degli affreschi che ha realizzato tra il 1979 e il 1987 e incroci il suo sguardo. Sì è lui. Sembra che se la rida. Di sicuro strappa un sorriso a chi ne ha conosciuto la vena ironica. C’è anche il suo amato babbo Enry raffigurato su quelle pareti. E se le coincidenze possono aiutare a vedere oltre. A leggere l’orizzonte aperto che scruta il Marinaio, la sua scultura in bronzo di 7 metri che dal 2010 guarda i mare dal porto di San Vincenzo e che il paese ha eletto a simbolo. Il giorno in cui il pittore è morto suo padre avrebbe compiuto 90 anni. E quel vento violento che da ieri soffia su San Vincenzo. Libeccio e ponente capaci di sciogliere i colori nel sale. Di rendere le figure trasparenti. Ombre. Presenze invisibili e passate di morti, spesso più vivi dei vivi.

L’abbraccio dei sanvincenzini non è mancato alla moglie Paola e al figlio Martino. Gli amici di una vita e non solo. A San Vincenzo Talani, nonostante i numerosi riconoscimenti internazionali, aveva scelto di restare. Qui aveva le sue radici e il microcosmo da cui traeva ispirazione per la sua poetica. Nella messa funebre officiata da don Armando Corona, al momento dell’omelia, il sacerdote ha ripercorso la carriera artistica di Talani. Ha indicato le opere maggiori. Si è richiamato alla sua poetica e ricordato che «l’amore è più forte della morte».

A salutare in forma ufficiale l’artista il presidente del consiglio della Regione Toscana Eugenio Giani, il consigliere regionale Gianni Anselmi, il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini, al prima cittadina di Campiglia Rosanna Soffritti, in rappresentanza di Piombino l’assessora Paola Pellegrini e per Castagneto la collega Katia Mottola. In rappresentanza del Comune di Firenze l’assessore Andrea Vannucci.

In prima fila stretto a quella che considera la sua famiglia di adozione Charlie Diop, nativo del Senegal, che in estate fa il vucumprà tenendo come base per il suo commercio il bagno Venere, dove è approdato ragazzo negli anni Ottanta, negli anni in cui a dirigere il bagno c’era ancora il vecchio titolare, Enry Talani, e dove, spiega, gli hanno offerto amicizia, affetto e consigli. Un legame mai spezzato che lo ha portato a stare al fianco di Martino e Paola nel giorno in cui Giampaolo Talani è già lontano, verso altri porti, altri mari da scoprire.

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