Sicurezza
Autobus sterza e distrugge il gazebo del bar
di Alfredo Faetti
La manovra brusca per evitare un cane Il locale era aperto, ma non ci sono feriti
3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Il rumore dell’acqua in ebolizione nella macchina del caffè, il profumo di paste appena sfornate, il silenzio quieto del primo mattino per strada. Poi il boato. Davide Guarini, uno dei titolari del bar Esedra, è uscito in strada e ha trovato di fronte a sé i resti del gazebo piegato su se stesso: le pareti in vetro ridotte a un mucchio di frammenti incastrati in lamiere ormai contorte, le poltroncine ribaltate, i tavoli sull’asfalto. Anche i paletti in ghisa che costeggiano il marciapiede erano a terra. Pochi metri più avanti, un autobus della Ctt che accosta e il conducente che scende, pallido in viso. «Ha detto che gli ha attraversato un cane e per evitarlo ha sterzato improvvisamente», spiega Guarini alle molte persone che, a metà mattinata, si fermano al di là delle transenne per capire cosa sia successo. «Un autobus», risponde lui alla solita domanda. «Un autobus ha distrutto il gazebo».
L’Esedra è una sorta di istituzioni nel mondo dei bar cecinesi. Aperto ormai da decine di anni, punto di riferimento non solo per via Marconi ma di tutto il centro cittadino, è quotidianamente assediato di clienti, dalla colazione fino all’aperitivo passando dal pranzo. Fortuna vuole che l’incidente sia avvenuto all’alba, attorno alle 6. 30, quando all’interno del gazebo non c’era nessuno. Troppo presto per i clienti, ma non per i baristi, che a quell’ora avevano già sollevato la serranda. Guarini e la sua socia, Cristina Cioni, erano da poco entrati in servizio, pronti a preparare le prime colazioni, quando hanno sentito lo schianto provenire dalla strada. L’autobus della Ctt, compreso nel servizio urbano, stava scendendo lungo l’unico senso di marcia consentito nel viale (che porta alla piazza dei pullman appunto) quando ha sterzato improvvisamente andando a colpire la parete del gazebo che dà sulla strada, sfondandola. I proprietari del bar raccontano che il conducente è sceso dal mezzo, su cui non c’erano passeggeri, provato in volto e ha raccontato di un cane che avrebbe attraversato la strada. Riascoltato anche dalla società stessa alcune ore dopo, l’autista ha aggiunto che la manovra è stata condizionata anche da un furgone mal parcheggiato nei dintorni del bar Esedra. «Purtroppo sono cose che capitano», dicono i titolari dalla pagina facebook del locale, spezzando una lancia nei confronti del conducente, spiegando che «per fortuna sono solo danni materiali».
Appunto, solo danni materiali, anche se l’ammontare della spesa non è di poco conto, tra il colpo subito dal mezzo e il gazebo completamente distrutto. Guarini e Cioni infatti hanno chiamato subito i vigili del fuoco per sventare ogni rischio legato alla struttura divenuta pericolante: i pompieri hanno smontato pezzo per pezzo tutta la struttura esterna, che a metà mattinata si presentava come un grande cumulo di rifiuti. Ricostruirla dal niente costerà diverse migliaia di euro: il risarcimento così diventa materia per le rispettive compagnie assicurative, che alla fine delle perizie cercheranno di trovare una quadra sull’ammontare dei danni. L’intera area di marciapiede di fronte al bar, comunque, è rimasta chiusa per l’intera giornata di ieri dietro alle transenne di sicurezza.
«L’inizio dell’anno 2018 non è stato dei migliori per l’Esedra ma ci rimetteremo in piedi presto», continuano i titolari dal social, dove hanno riscosso da subito decine di messaggi di solidarietà da parte dei clienti affezionati, dagli habitué della colazione fino agli irriducibili dell’aperitivo, a cui si aggiungono le varie associazioni che in quel bar hanno trascorso momenti importanti. Come l’Arcigay locale, che si è costituito proprio all’Esedra nel 2014. «Siamo vicini ai titolari con la nostra associazione tutta», assicurano dall’associazione, proprio come tutti gli altri fedelissimi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Esedra è una sorta di istituzioni nel mondo dei bar cecinesi. Aperto ormai da decine di anni, punto di riferimento non solo per via Marconi ma di tutto il centro cittadino, è quotidianamente assediato di clienti, dalla colazione fino all’aperitivo passando dal pranzo. Fortuna vuole che l’incidente sia avvenuto all’alba, attorno alle 6. 30, quando all’interno del gazebo non c’era nessuno. Troppo presto per i clienti, ma non per i baristi, che a quell’ora avevano già sollevato la serranda. Guarini e la sua socia, Cristina Cioni, erano da poco entrati in servizio, pronti a preparare le prime colazioni, quando hanno sentito lo schianto provenire dalla strada. L’autobus della Ctt, compreso nel servizio urbano, stava scendendo lungo l’unico senso di marcia consentito nel viale (che porta alla piazza dei pullman appunto) quando ha sterzato improvvisamente andando a colpire la parete del gazebo che dà sulla strada, sfondandola. I proprietari del bar raccontano che il conducente è sceso dal mezzo, su cui non c’erano passeggeri, provato in volto e ha raccontato di un cane che avrebbe attraversato la strada. Riascoltato anche dalla società stessa alcune ore dopo, l’autista ha aggiunto che la manovra è stata condizionata anche da un furgone mal parcheggiato nei dintorni del bar Esedra. «Purtroppo sono cose che capitano», dicono i titolari dalla pagina facebook del locale, spezzando una lancia nei confronti del conducente, spiegando che «per fortuna sono solo danni materiali».
Appunto, solo danni materiali, anche se l’ammontare della spesa non è di poco conto, tra il colpo subito dal mezzo e il gazebo completamente distrutto. Guarini e Cioni infatti hanno chiamato subito i vigili del fuoco per sventare ogni rischio legato alla struttura divenuta pericolante: i pompieri hanno smontato pezzo per pezzo tutta la struttura esterna, che a metà mattinata si presentava come un grande cumulo di rifiuti. Ricostruirla dal niente costerà diverse migliaia di euro: il risarcimento così diventa materia per le rispettive compagnie assicurative, che alla fine delle perizie cercheranno di trovare una quadra sull’ammontare dei danni. L’intera area di marciapiede di fronte al bar, comunque, è rimasta chiusa per l’intera giornata di ieri dietro alle transenne di sicurezza.
«L’inizio dell’anno 2018 non è stato dei migliori per l’Esedra ma ci rimetteremo in piedi presto», continuano i titolari dal social, dove hanno riscosso da subito decine di messaggi di solidarietà da parte dei clienti affezionati, dagli habitué della colazione fino agli irriducibili dell’aperitivo, a cui si aggiungono le varie associazioni che in quel bar hanno trascorso momenti importanti. Come l’Arcigay locale, che si è costituito proprio all’Esedra nel 2014. «Siamo vicini ai titolari con la nostra associazione tutta», assicurano dall’associazione, proprio come tutti gli altri fedelissimi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
