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Poste installa il conta file ma restano gli altri disagi

Poste installa il conta file ma restano gli altri disagi

La novità nell’ufficio di Donoratico dopo la mozione votata a ottobre in consiglio Scarpellini: «C’è un problema di privacy per chi usufruisce dei servizi finanziari»

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CASTAGNETO CARDUCCI. L’unica novità tangibile l’ha sperimentata chi nelle scorse settimane si è affacciato all’ufficio postale di Donoratico. Dopo lunghe attese e numerose sollecitazioni anche qui Poste ha installato il macchinario conta file. Ed è il frutto della presa di posizione unanime del consiglio comunale di Castagneto Carducci del 10 ottobre scorso. Un voto su una mozione delle minoranze, Sinistra per Castagneto, Movimento 5 Stelle e Insieme per Castagneto, sulla scia del sondaggio curato dal sindacato dei pensionati Spi-Cgil, che dopo una serie di limature aveva incassato il voto unanime. Resta invece senza risposta il problema dell’assenza di privacy per chi all’ufficio si reca per i servizi finanziari. «Il casotto all’interno dell’ufficio in cui si gestiscono i prodotti e servizi bancari non garantisce la privacy», conferma la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini.

«Abbiamo chiesto più volte a Poste un incontro – dice la sindaca – e alla fine dello scorso anno lo abbiamo avuto con il direttore provinciale e il responsabile dell’area marketing, che sono venuti a Donoratico e con i quali è stato possibile fare il punto della situazione». Incontro che è stato preceduto dai documenti approvati in consiglio comunale.

La corrispondenza resta un punto caldo. Ma da quanto registrato dalla sindaca Scarpellini da Poste non ci sono aperture per la consegna quotidiana. Eppure, in occasione della presentazione della mozione sia Benito Gragnoli che Alessandro Masoni e Luca Carli facevano notare che «la posta a giorni alterni o a singhiozzo comporta problemi a cittadini e imprese perché capita che sia recapitata dopo la scadenza di un pagamento, caricando così il destinatario dei costi di mora».

Ciò che sarebbe auspicabile è una revisione degli spazi e dell’edificio. Tra l’altro lo spazio posteriore rispetto al front-office, da quando il servizio di portalettere non è più legato alla sede di Donoratico, di fatto è inutilizzato. «La risposta che ci è stata data anche nell’ultimo incontro è che servono degli investimenti importanti per poter ridistribuire gli spazi – sostiene Scarpellini –. E Poste in questo momento non è in grado di fare interventi su questa struttura che oltretutto risale all’epoca in cui veniva utilizzato il fibrocemento». Almeno con il conta fila non si assiste più alla coda di persone che in certi giorni usciva fuori dall’ufficio. E conclude Scarpellini: «In Comune non abbiamo più ricevuto in questi mesi segnalazioni di disservizi postali».

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