Il dolore
Il maestro e i suoi libri
di DINO DINI
Giampiero Celati, scrittore giornalista esperto di cavalli
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C'è un personaggio della storia di Rosignano che per vari motivi è molto legato alla mia memoria, ma che forse non tutti ricordano. Lui, maestro delle scuole elementari, è stato un vero esempio nel campo dell'insegnamento, ma anche un protagonista nel giornalismo locale e in quello sportivo, nonché scrittore di grande successo. Si tratta di Giampiero Celati, nato il 26 settembre 1929 a Castiglioncello e morto a 69 anni all'ospedale di Pisa dopo breve malattia il 1° febbraio 1998.
MAESTRO E CRONISTA. Giampiero si era ottimamente diplomato alle magistrali di Livorno e subito aveva cominciato a insegnare. Una professione questa che ha sempre fatto con grande passione e dedizione.
Tuttavia il suo spirito creativo e curioso non poteva rimanere relegato dentro le quattro pareti di un'aula scolastica e così nel 1949 assunse l'incarico di corrispondente del Tirreno per la cronaca del territorio di Rosignano. Dimostrò immediatamente di avere eccellenti qualità di cronista. Oltre che possedere una grande facilità e rapidità nella stesura degli articoli, aveva anche quella dote di valutazione della notizia che contraddistingue tutti i giornalisti di razza. Fu a quel tempo che stringemmo la nostra amicizia.
LA VOCE DI ROSIGNANO. Lui ed io insieme curavamo la pubblicazione del periodico "La voce di Rosignano" edito dall'Università Popolare. Si trattava di un interessante mensile che riportava la vita culturale, sportiva, sociale della nostra comunità, nonché articoli di vario genere, racconti e poesie.
Nel 1952 Celati fu trasferito in una scuola elementare fuori dal territorio comunale di Rosignano e quindi dovette forzatamente abbandonare l'incarico di corrispondente del Tirreno. Ero allora al secondo anno di università e lui mi chiese se volevo prendere il suo posto. Fu così che mi recai a Livorno a prendere le consegne e a conoscere il direttore di quel tempo che era il mitico grande giornalista Athos Gastone Banti. Mi occupai della cronaca di Rosignano per dieci anni fino al 1962 quando, per dirigere l'ufficio per la raccolta della pubblicità del Tirreno, mi trasferii a Livorno.
L’IPPICA CHE PASSIONE. Giampiero nel frattempo rientrato in zona riprese a redigere la cronaca locale. Intanto in quegli anni lui, amante fin da ragazzo delle corse dei cavalli, era diventato un esperto giornalista di ippica. Era in questo campo la firma ufficiale nelle pagine sportive del Tirreno e inoltre redigeva per conto di "Trotto-Sportsman" cronache, commenti, servizi ed inchieste dell'ippica toscana. Collaborava attivamente al quotidiano "Tuttosport" di Torino e alle più qualificate riviste del settore ippico. Durante le corse era anche speaker ufficiale agli ippodromi Caprilli di Livorno, Cascine di Firenze, Casalone di Grosseto e Alfea di Pisa.
STALLIERI E PUROSANGUE. Nei suoi scritti riportava aneddoti e leggende di stallieri, di proprietari, di fantini e di artieri. Sapeva tutto sulle dinastie e le discendenze dei purosangue a cominciare dal mitico Ribot, invincibile campione della Dormello Olgiata. Per ogni corsa conosceva tutti i cavalli partenti e quali erano i favoriti. Raccontava delle tradizionali feste che si celebravano nei vari allevamenti in occasione delle monte. Quelle della "Razza della Pescaia" del conte Claudio Tolomei, dei box di Barbaricina e di Bolgheri. Conquistò una vera e propria fama nel campo nazionale dell'ippica pubblicando una serie di volumi: nel 1967 "Purosangue al dissellaggio" con il quale si classificò secondo al Premio Bancarella Sport di Pontremoli, nel 1968 "Cent'anni di corse a Livorno", nel 1986 "Il brivido della scommessa" e nel 1988 "Carovana di purosangue".
Ma alla sua attività di prolifico scrittore vanno aggiunti altri tre libri tutti stampati dalla Giardini editore di Pisa. Si tratta di pubblicazioni fondamentali per la conoscenza della storia del nostro territorio, frutto di accurate ricerche che egli portò a termine dal 1991 al 1997 con la collaborazione di Leo Gattini.
LA STORIA DEL TERRITORIO. Opere che si leggono in maniera fluida, scritte in una prosa piana ed avvincente, validissime ancora oggi ed anzi forse più di ieri. Testi che dovrebbero essere portati a conoscenza anche agli alunni delle scuole della nostra zona. "Quando la luna sorrise al lampionaio" è il titolo del primo volume di Celati-Gattini e si riferisce agli anni che vanno dal 1900 al 1912. Un periodo esaltante se si pensa che nel 1910 fu inaugurata la linea ferroviaria Livorno-Vada. Nel 1993 esce "Sale e pietra" riguardante il periodo dal 1912 1l 1925. Il titolo si richiama alla nascita e al successivo sviluppo della grande azienda chimica Solvay. Infatti, com'è noto, il sale e la pietra sono gli elementi indispensabili alla fabbrica che appunto utilizza per la sua produzione il sodio e il calcio. "La ciminiera dimezzata" è poi il terzo volume che descrive i principali avvenimenti dal '25 fino agli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Il titolo è ispirato ad una incursione aerea. Delle due ciminiere dello stabilimento che svettavano alte nel cielo di Rosignano, una fu semidistrutta da una bomba lanciata da un aereo francese nel giugno del 1940, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra. Quell'incursione modificò radicalmente lo sky-line dell'impianto industriale che rimase per molti anni con una ciminiera e mezzo. Sempre in collaborazione con il suo amico Gattini, nel 1995 Giampiero Celati realizzò un interessante volume storico dal titolo "Università Popolare - Cinquant'anni di vita".
IL PREMIO. Giampiero fu anche autore del testo di una canzone intitolata "Per te Rosignano" che gli alunni delle scuole elementari cantavano in classe negli anni in cui era direttore del circolo didattico di Rosignano il famoso professor Aldo Benincasa. Qualche tempo dopo la morte di Celati, a nome dell'Università Popolare, ebbi l'onore di consegnare a suo figlio Andrea il premio alla memoria "Una vita per il giornalismo". La cerimonia si svolse al teatro Solvay con una platea gremita di concittadini. Non fu quella soltanto una premiazione postuma, ma si trattò di un vero tributo d'affetto da parte di tutti coloro che avevano conosciuto e stimato un personaggio distintosi per il suo impegno scolastico, il suo valore di giornalista e il suo talento di scrittore.
MAESTRO E CRONISTA. Giampiero si era ottimamente diplomato alle magistrali di Livorno e subito aveva cominciato a insegnare. Una professione questa che ha sempre fatto con grande passione e dedizione.
Tuttavia il suo spirito creativo e curioso non poteva rimanere relegato dentro le quattro pareti di un'aula scolastica e così nel 1949 assunse l'incarico di corrispondente del Tirreno per la cronaca del territorio di Rosignano. Dimostrò immediatamente di avere eccellenti qualità di cronista. Oltre che possedere una grande facilità e rapidità nella stesura degli articoli, aveva anche quella dote di valutazione della notizia che contraddistingue tutti i giornalisti di razza. Fu a quel tempo che stringemmo la nostra amicizia.
LA VOCE DI ROSIGNANO. Lui ed io insieme curavamo la pubblicazione del periodico "La voce di Rosignano" edito dall'Università Popolare. Si trattava di un interessante mensile che riportava la vita culturale, sportiva, sociale della nostra comunità, nonché articoli di vario genere, racconti e poesie.
Nel 1952 Celati fu trasferito in una scuola elementare fuori dal territorio comunale di Rosignano e quindi dovette forzatamente abbandonare l'incarico di corrispondente del Tirreno. Ero allora al secondo anno di università e lui mi chiese se volevo prendere il suo posto. Fu così che mi recai a Livorno a prendere le consegne e a conoscere il direttore di quel tempo che era il mitico grande giornalista Athos Gastone Banti. Mi occupai della cronaca di Rosignano per dieci anni fino al 1962 quando, per dirigere l'ufficio per la raccolta della pubblicità del Tirreno, mi trasferii a Livorno.
L’IPPICA CHE PASSIONE. Giampiero nel frattempo rientrato in zona riprese a redigere la cronaca locale. Intanto in quegli anni lui, amante fin da ragazzo delle corse dei cavalli, era diventato un esperto giornalista di ippica. Era in questo campo la firma ufficiale nelle pagine sportive del Tirreno e inoltre redigeva per conto di "Trotto-Sportsman" cronache, commenti, servizi ed inchieste dell'ippica toscana. Collaborava attivamente al quotidiano "Tuttosport" di Torino e alle più qualificate riviste del settore ippico. Durante le corse era anche speaker ufficiale agli ippodromi Caprilli di Livorno, Cascine di Firenze, Casalone di Grosseto e Alfea di Pisa.
STALLIERI E PUROSANGUE. Nei suoi scritti riportava aneddoti e leggende di stallieri, di proprietari, di fantini e di artieri. Sapeva tutto sulle dinastie e le discendenze dei purosangue a cominciare dal mitico Ribot, invincibile campione della Dormello Olgiata. Per ogni corsa conosceva tutti i cavalli partenti e quali erano i favoriti. Raccontava delle tradizionali feste che si celebravano nei vari allevamenti in occasione delle monte. Quelle della "Razza della Pescaia" del conte Claudio Tolomei, dei box di Barbaricina e di Bolgheri. Conquistò una vera e propria fama nel campo nazionale dell'ippica pubblicando una serie di volumi: nel 1967 "Purosangue al dissellaggio" con il quale si classificò secondo al Premio Bancarella Sport di Pontremoli, nel 1968 "Cent'anni di corse a Livorno", nel 1986 "Il brivido della scommessa" e nel 1988 "Carovana di purosangue".
Ma alla sua attività di prolifico scrittore vanno aggiunti altri tre libri tutti stampati dalla Giardini editore di Pisa. Si tratta di pubblicazioni fondamentali per la conoscenza della storia del nostro territorio, frutto di accurate ricerche che egli portò a termine dal 1991 al 1997 con la collaborazione di Leo Gattini.
LA STORIA DEL TERRITORIO. Opere che si leggono in maniera fluida, scritte in una prosa piana ed avvincente, validissime ancora oggi ed anzi forse più di ieri. Testi che dovrebbero essere portati a conoscenza anche agli alunni delle scuole della nostra zona. "Quando la luna sorrise al lampionaio" è il titolo del primo volume di Celati-Gattini e si riferisce agli anni che vanno dal 1900 al 1912. Un periodo esaltante se si pensa che nel 1910 fu inaugurata la linea ferroviaria Livorno-Vada. Nel 1993 esce "Sale e pietra" riguardante il periodo dal 1912 1l 1925. Il titolo si richiama alla nascita e al successivo sviluppo della grande azienda chimica Solvay. Infatti, com'è noto, il sale e la pietra sono gli elementi indispensabili alla fabbrica che appunto utilizza per la sua produzione il sodio e il calcio. "La ciminiera dimezzata" è poi il terzo volume che descrive i principali avvenimenti dal '25 fino agli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Il titolo è ispirato ad una incursione aerea. Delle due ciminiere dello stabilimento che svettavano alte nel cielo di Rosignano, una fu semidistrutta da una bomba lanciata da un aereo francese nel giugno del 1940, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra. Quell'incursione modificò radicalmente lo sky-line dell'impianto industriale che rimase per molti anni con una ciminiera e mezzo. Sempre in collaborazione con il suo amico Gattini, nel 1995 Giampiero Celati realizzò un interessante volume storico dal titolo "Università Popolare - Cinquant'anni di vita".
IL PREMIO. Giampiero fu anche autore del testo di una canzone intitolata "Per te Rosignano" che gli alunni delle scuole elementari cantavano in classe negli anni in cui era direttore del circolo didattico di Rosignano il famoso professor Aldo Benincasa. Qualche tempo dopo la morte di Celati, a nome dell'Università Popolare, ebbi l'onore di consegnare a suo figlio Andrea il premio alla memoria "Una vita per il giornalismo". La cerimonia si svolse al teatro Solvay con una platea gremita di concittadini. Non fu quella soltanto una premiazione postuma, ma si trattò di un vero tributo d'affetto da parte di tutti coloro che avevano conosciuto e stimato un personaggio distintosi per il suo impegno scolastico, il suo valore di giornalista e il suo talento di scrittore.
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