Il dolore
notte al classico
Il Fermi punta su Orfeo e la musica antica
Terza edizione dell’iniziativa nazionale nel liceo cecinese, che ha impegnato studenti e professori in un’ampia proposta
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CECINA. Quadri viventi composti e interpretati rispettando l’aspetto storico e artistico raccontano la quarta edizione della “Notte nazionale del liceo classico”, la 3ª al Fermi di via Napoli, che venerdì 12 ha appassionato studenti e genitori, capaci di riempire aule e sale per un tuffo nell’antichità. Un salto indietro nel tempo che ha premiato il non trascurabile impegno dei ragazzi, sei classi pronte, come negli anni scorsi, a viaggiare con la mente. Un esempio di come la scuola valorizzi le proprie risorse aderendo all’idea del professor Rocco Schembra di Acireale.
Il vicesindaco e assessore alla cultura, Giovanni Salvini, era presente insieme alla preside Tania Pascucci e nel breve saluto ha ricordato che «il nostro territorio ha grande cultura classica, patrimonio che permette un ritorno alle origini, per scoprire come già in passato si parlasse di libertà e cultura. Un appuntamento prestigioso, che a maggio ripeteremo nel parco della Villa romana di San Vincenzino. Continuate così. Alle insegnanti dico che questo rimane il mestiere più bello del mondo». Perché arricchisce da ogni punto di vista, complici il dialogo e lo studio.
Dopo il benvenuto di Virginia Bardelloni, 5ª A, in contemporanea con tutti gli istituti partecipanti d’Italia, la serata è scivolata via secondo programma, a partire dall’applaudito concerto del maestro Francesco Landucci. Il fascino degli strumenti antichi ha catturato l’attenzione del numeroso pubblico, lieto di seguire le scene preparate dagli studenti. Difficile resistere a “Orfeo e l’ultimo terribile sguardo” o non interessarsi alla presentazione del libro di una delle ospiti, Anna Santoni, e alla lettura critica di Mario Russo nella sala a piano terra.
Federica Pellegrini, insegnante che con le colleghe ha seguito le attività dei ragazzi nei mesi scorsi, ha ricordato che «l’iniziativa è nata per contrastare il degrado culturale e promuovere gli studi classici recuperandone l’interesse per formare intelligenze vivaci e creative». Un modo per invitare a riflettere rimanendo sì al passo con i tempi, ma mantenendo vivo il gusto per l’approfondimento.
I licei, dai 150 del 2015 anno della prima edizione, sono ora più di 400, una significativa inversione di rotta. Gli sponsor della zona e tutto il personale del Fermi hanno permesso alla “Notte” di riuscire in pieno. Sei ore dopo, abbracci e sorrisi. Con una promessa: appuntamento a gennaio 2019.
Michele Falorni
Il vicesindaco e assessore alla cultura, Giovanni Salvini, era presente insieme alla preside Tania Pascucci e nel breve saluto ha ricordato che «il nostro territorio ha grande cultura classica, patrimonio che permette un ritorno alle origini, per scoprire come già in passato si parlasse di libertà e cultura. Un appuntamento prestigioso, che a maggio ripeteremo nel parco della Villa romana di San Vincenzino. Continuate così. Alle insegnanti dico che questo rimane il mestiere più bello del mondo». Perché arricchisce da ogni punto di vista, complici il dialogo e lo studio.
Dopo il benvenuto di Virginia Bardelloni, 5ª A, in contemporanea con tutti gli istituti partecipanti d’Italia, la serata è scivolata via secondo programma, a partire dall’applaudito concerto del maestro Francesco Landucci. Il fascino degli strumenti antichi ha catturato l’attenzione del numeroso pubblico, lieto di seguire le scene preparate dagli studenti. Difficile resistere a “Orfeo e l’ultimo terribile sguardo” o non interessarsi alla presentazione del libro di una delle ospiti, Anna Santoni, e alla lettura critica di Mario Russo nella sala a piano terra.
Federica Pellegrini, insegnante che con le colleghe ha seguito le attività dei ragazzi nei mesi scorsi, ha ricordato che «l’iniziativa è nata per contrastare il degrado culturale e promuovere gli studi classici recuperandone l’interesse per formare intelligenze vivaci e creative». Un modo per invitare a riflettere rimanendo sì al passo con i tempi, ma mantenendo vivo il gusto per l’approfondimento.
I licei, dai 150 del 2015 anno della prima edizione, sono ora più di 400, una significativa inversione di rotta. Gli sponsor della zona e tutto il personale del Fermi hanno permesso alla “Notte” di riuscire in pieno. Sei ore dopo, abbracci e sorrisi. Con una promessa: appuntamento a gennaio 2019.
Michele Falorni
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