Sicurezza
Via i sassi dalla spiaggia intervento straordinario
di Manolo Morandini
San Vincenzo, il Comune prevede di tamponare le criticità prima dell’estate Sul calendario dei lavori anti erosione c’è l’incognita dei tempi del bando
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SAN VINCENZO . Nella corsa contro il tempo c’è una sola certezza. Serve un intervento meccanico per rimuovere i sassi che hanno invaso l’arenile. «Nei prossimi giorni provvederemo a fare gli atti necessari», dice l’assessore alle Politiche dell’ambiente del mare Antonio Russo. Lo scorso anno vennero spesi 100.000 euro e non mancarono i disagi in avvio di stagione balneare. Le pietre che colmano le spiagge del centro, e che ad ogni mareggiata riaffiorano ovunque, sono perlopiù minerali gettati in mare durante la costruzione del porto turistico e i successivi lavori anti erosione. E rappresentano una spessa fissa per il Comune. Resta incerta invece, visto il calendario, la possibilità di avviare il cantiere del 1º stralcio del piano da 2,3 milioni di euro di protezione della costa a sud del porto. Il 2º stralcio prevede l’eventuale realizzazione di tre isole soffolte in direzione del fosso delle Prigioni.
«Appena avremo dalla Regione gli 1,3 milioni di euro pubblicheremo il bando di gara – dice Russo –. E se non ci sono inciampi alla fine di febbraio procedere con l’aggiudicazione provvisoria. Sono previsti 25 giorni di cantiere, ma trattandosi di opere in mare equivalgono a un paio di mesi di calendario. Insomma, si può pensare di farcela prima dell’avvio della stagione balneare, quantomeno per una prima parte delle opere».
L’intervento interessa la vasca, il tratto di litorale a sud del porto turistico, che all’atto pratico si è rivelata una tinozza. Acqua torbida, sedimenti dell’escavo dei fondali del porto che hanno colonizzato la riva e la spiaggia sommersa, rendendola a tratti impraticabili, ed erosione nella parte centrale della cella. La soluzione che promette di rimediare ai danni del passato prevede l’allargamento della scogliera sommersa, portandola da 10 a 30 metri avanzando in direzione della costa, «perché garantisce risultati migliori di tenuta dell’arenile», dice l’ingegnere Nicola Buchignani di Prima Ingegneria di Livorno, lo studio tecnico che ha elaborato il progetto di contrasto all’erosione, finanziato dalla Regione Toscana. E il ricircolo dell’acqua dovrebbe essere garantito dall’apertura di un varco nella scogliera, in prossimità del porto. A completare l’opera il ripascimento con 7.000 tonnellate di sabbia di cava. Il materiale che è stato scelto avrà un diametro della sabbia tra 0,8 e 1 millimetro ovvero da 4 a 5 volte quella presente in loco. «La scelta si è resa necessaria perché garantisce una stabilità da 2 a 2,5 volte maggiore», spiega Buchignani. Ma aggiunge: «Nel capitolato sono previsti dei paletti per l’impresa che si aggiudicherà l’appalto. Della sabbia non solo gli aspetti igienici devono essere verificati ma anche quelli qualitativi, come il colore, affinché sia il più possibile simile a quella presente in loco. Spetterà al direttore dei lavori far rispettare questa prescrizione e fare campionamenti durante l’apporto del materiale».
Emanuele Giampieri dà voce alle preoccupazioni degli operatori balneari che hanno le concessioni sul tratto di litorale a nord del porto. «Dalla radice nord del porto fino al fosso delle Rozze a colpo d’occhio sembra più una cava che una spiaggia – dice –. C’è anche un’erosione evidente. C’è in progetto di intervenire in questa zona? ». «In quel tratto lo studio di dinamica della costa che risale al 2014 non aveva evidenziato problemi di erosione – dice Russo –. Negli ultimi anni però la situazione si è aggravata. Sarà necessario fare un refluimento di sabbia come l’anno passato. E nel futuro pensare di intervenire anche in questa zona».
«Appena avremo dalla Regione gli 1,3 milioni di euro pubblicheremo il bando di gara – dice Russo –. E se non ci sono inciampi alla fine di febbraio procedere con l’aggiudicazione provvisoria. Sono previsti 25 giorni di cantiere, ma trattandosi di opere in mare equivalgono a un paio di mesi di calendario. Insomma, si può pensare di farcela prima dell’avvio della stagione balneare, quantomeno per una prima parte delle opere».
L’intervento interessa la vasca, il tratto di litorale a sud del porto turistico, che all’atto pratico si è rivelata una tinozza. Acqua torbida, sedimenti dell’escavo dei fondali del porto che hanno colonizzato la riva e la spiaggia sommersa, rendendola a tratti impraticabili, ed erosione nella parte centrale della cella. La soluzione che promette di rimediare ai danni del passato prevede l’allargamento della scogliera sommersa, portandola da 10 a 30 metri avanzando in direzione della costa, «perché garantisce risultati migliori di tenuta dell’arenile», dice l’ingegnere Nicola Buchignani di Prima Ingegneria di Livorno, lo studio tecnico che ha elaborato il progetto di contrasto all’erosione, finanziato dalla Regione Toscana. E il ricircolo dell’acqua dovrebbe essere garantito dall’apertura di un varco nella scogliera, in prossimità del porto. A completare l’opera il ripascimento con 7.000 tonnellate di sabbia di cava. Il materiale che è stato scelto avrà un diametro della sabbia tra 0,8 e 1 millimetro ovvero da 4 a 5 volte quella presente in loco. «La scelta si è resa necessaria perché garantisce una stabilità da 2 a 2,5 volte maggiore», spiega Buchignani. Ma aggiunge: «Nel capitolato sono previsti dei paletti per l’impresa che si aggiudicherà l’appalto. Della sabbia non solo gli aspetti igienici devono essere verificati ma anche quelli qualitativi, come il colore, affinché sia il più possibile simile a quella presente in loco. Spetterà al direttore dei lavori far rispettare questa prescrizione e fare campionamenti durante l’apporto del materiale».
Emanuele Giampieri dà voce alle preoccupazioni degli operatori balneari che hanno le concessioni sul tratto di litorale a nord del porto. «Dalla radice nord del porto fino al fosso delle Rozze a colpo d’occhio sembra più una cava che una spiaggia – dice –. C’è anche un’erosione evidente. C’è in progetto di intervenire in questa zona? ». «In quel tratto lo studio di dinamica della costa che risale al 2014 non aveva evidenziato problemi di erosione – dice Russo –. Negli ultimi anni però la situazione si è aggravata. Sarà necessario fare un refluimento di sabbia come l’anno passato. E nel futuro pensare di intervenire anche in questa zona».
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