Il Tirreno

Tombolo sud ancora 2 anni di mareggiate

di Manolo Morandini
Tombolo sud ancora 2 anni di mareggiate

Entro maggio la progettazione anti erosione Dal 1938 andati persi oltre 11 ettari di arenile 

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CECINA. C’è il rischio che scompaia in un baleno. E a ruota i pini rimasti a difesa dell’entroterra, divorati dall’acqua e dalla salsedine. Sei chilometri di litorale fragile, tra Cecina e Bibbona. A sud del fosso della Cecinella “il processo erosivo è in atto sin dal 1938 ed è la causa del costante arretramento del litorale, in evidente deficit sedimentario, in risposta al quale deve essere prevista un’adeguata alimentazione artificiale”. Così si legge nel documento operativo anti erosione, approvato dalla giunta della Regione Toscana a novembre dello scorso anno. Ed è sufficiente affacciarsi su questa spiaggia martoriata per capire che il tempo è nemico al pari dell’erosione. Chiuso il maxi intervento a protezione dell’abitato di Marina, con i dodici pennelli e il maxi ripascimento, si è preso in esame la situazione più a sud. E la Regione per lo sviluppo della progettazione ha fissato il livello di priorità massima. Tuttavia, i più ottimisti prevedono che si potrà mettere mano al cantiere non prima dell’autunno 2019. Ancora due stagioni di mareggiate che in quella spiaggia sono come frustate. Ogni volta spariscono sabbia e cadono alberi.

«Abbiamo sollecitato in modo formale la Regione perché vengano accelerati i tempi di intervento – dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. La progettazione è già stata avviata. L’importante è che le procedure stiano andando avanti. Insomma, c’è la disponibilità a intervenire ma servirà un po’ di tempo ed è questo che preoccupa». Risale a prima dell’estate scorso l’incontro tra i rappresentanti del Comune e i tecnici della Regione. Al tavolo anche l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni.

Stando al cronoprogramma degli interventi programmati dalla Regione Toscana la progettazione preliminare del ripascimento e riequilibrio nel tratto a sud del fosso della Cecinella e il monitoraggio dell’evoluzione della costa si concluderanno a maggio di quest’anno. Il tutto a fronte di una spesa di 132.000 euro. Nel 2016 è stato eseguito lo studio meteomarino, ovvero il servizio di rilievo e indagine del fondale marino.

Nei documenti della Direzione difesa del suolo e protezione civile della Regione la situazione è chiara: “I dati del periodo 2005-2010 (progetto ResMar) confermano le tendenze del medio periodo, evidenziando la presenza di intensi fenomeni erosivi a sud del fosso della Cecinella”. L’erosione? Non è un fenomeno nuovo. Secondo uno studio dell’Università di Firenze dal 1938 al 1981 a Cecina si sono persi 80 metri di arenile pari ad una superficie di 11,5 ettari. Salvare quel che resta a sud di Marina di Cecina significa sempre di più investire nel futuro. L’evidenza non ammette rinvii. Servono ripascimenti e scogliere per smorzare l’azione del mare. Un piano complesso che dovrà superare anche l’esame della valutazione ambientale. La previsione è di un impegno finanziario di circa 4 milioni di euro.

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